Novantatré anni dopo, l’Idroscalo di Ostia ricorda una delle imprese più celebri della storia dell’aviazione italiana. Qui sabato scorso si sono svolte le celebrazioni per il 93° anniversario della Trasvolata atlantica. Un anniversario che lega direttamente Ostia a quella impresa. Dopo la partenza da Orbetello, la formazione di 24 idrovolanti attraversò l’Atlantico, raggiunse gli Stati Uniti e poi intraprese il viaggio di ritorno. Al rientro, il 12 agosto, gli aerei sorvolarono il litorale prima di scendere verso la foce del Tevere, dove ammararono all’Idroscalo. Un percorso di circa 20mila chilometri.
Ostia ricorda la Trasvolata atlantica: celebrazioni all'Idroscalo tra memoria e polemiche
Ed è proprio da questo luogo simbolo che si rinnova il ricordo dell’impresa, con una cerimonia alla presenza di autorità civili, militari, religiose, rappresentanti delle associazioni e cittadini. Come Sergio Leoni storico residente e promotore dell’iniziativa. Un legame che Leoni ha voluto ribadire con una targa simbolica e con l’auspicio di vedere un giorno intitolato alla Trasvolata il piazzale scelto dagli organizzatori per la cerimonia.
Il valore della commemorazione è stato ribadito dagli interventi dei rappresentanti istituzionali presenti. La consigliera capitolina Rachele Mussolini ha evidenziato come serva a "ricordare un evento storico che riguarda la grandezza dell'aeronautica", celebrando al contempo l'Idroscalo di Ostia in quanto teatro naturale dell'impresa. Secondo l'onorevole Alessandro Battilocchio, la cerimonia rappresenta inoltre un momento per "ringraziare le nostre Forze Armate per il lavoro straordinario che portano avanti nel nostro Paese e nei teatri operativi in molti angoli del mondo".
La celebrazione ha però riaperto il dibattito sul contesto storico della trasvolata, organizzata durante il regime fascista. Nelle ore precedenti all’evento esponenti di Alleanza Verdi e Sinistra (AVS) hanno chiesto al presidente del Municipio X di revocare il patrocinio, accusando l’iniziativa di esaltare l’impresa senza raccontarne il contesto storico e politico, trasformando così la memoria in propaganda.
A stretto giro è arrivata la replica della consigliera capitolina Rachele Mussolini, che ha "rispedito le critiche al mittente" negando ogni finalità politica. "Porto un cognome sicuramente pesante", ha dichiarato "ma sono soprattutto orgogliosa di essere figlia di Romano Mussolini, che è stato un grandissimo jazzista, apprezzato trasversalmente". La consigliera ha quindi concluso con un appello a una lettura "trasversale" della manifestazione.
