Doveva essere un modello ispirato alle grandi capitali del Nord Europa, un polo non solo di vendita ma anche di ristorazione, socialità ed eventi culturali. Invece, il mercato coperto di via Orazio dello Sbirro, nel cuore di Ostia, resta prigioniero del degrado e di promesse mai mantenute.
Attivo dal 1966, questo mercato rappresenta una vera e propria istituzione locale. Oggi, tuttavia, gli oltre 30 commercianti che vi lavorano quotidianamente si trovano a fare i conti con soffitti scrostati, infiltrazioni d'acqua, piccioni e una struttura complessivamente fatiscente. La riqualificazione - per la quale i fondi sono stati stanziati e il progetto approvato - rimane ferma sulla carta.
Ostia: mercato Orazio dello Sbirro tra annunci e promesse, ma il cantiere non parte
I lavori di ristrutturazione sarebbero dovuti partire la scorsa primavera, con una durata prevista di circa un anno. A settembre, però, del cantiere non c'è ancora traccia. Gli operatori, stanchi delle rassicurazioni verbali, continuano a lavorare in condizioni di grave disagio. Un commerciante storico del mercato esprime così l'attesa e lo sconforto della categoria: "È un po' che si parla di rifare questo mercato, anche perché siamo al centro di Ostia ed è uno dei mercati storici. Questa primavera saremmo dovuti uscire perché sembra che avevano trovato dei moduli per appoggiarci fuori e sarebbero dovuti partire i lavori. Siamo qui in attesa, speriamo che questa cosa venga prima o poi risolta".
Il sogno di un mercato moderno
Il progetto nel cassetto è ambizioso: trasformare la struttura sul modello dei mercati nordeuropei, affiancando ai tradizionali banchi di vendita spazi dedicati alla ristorazione, ad attività culturali e a concerti. Un rinnovamento che darebbe slancio non solo alle attività economiche, ma all'intera cittadina, valorizzando eccellenze storiche come il mercato ittico. Un cliente affezionato spiega l'importanza di questo luogo: "Io vengo spesso in questo mercato perché è uno dei mercati del pesce migliori di Ostia. Un rinnovamento sarebbe veramente ottimale per la cittadina e per i clienti".
"Vogliamo risposte dalle Istituzioni"
Di fronte al blocco del cantiere, i commercianti hanno deciso di chiedere risposte chiare direttamente alle istituzioni capitoline. La frustrazione degli operatori è accresciuta dal confronto con altre zone della Capitale, dove i lavori di restyling dei mercati rionali procedono. "Abbiamo chiesto un appuntamento con il Dipartimento di Roma, - racconta un operatore - se ci accoglie, per spiegare che il mercato è fatiscente e ha bisogno almeno di un restyling. Non riesco a capire il motivo per cui a Roma stanno facendo e hanno fatto tutti i mercati, mentre questo di Ostia rimane abbandonato così: le istituzioni non si muovono, non ci fanno sapere nulla."
L'incubo del trasferimento provvisorio: via della Paranzella tra bivacchi e spaccio
Oltre all'incertezza sui tempi di avvio dei lavori, a spaventare gli operatori è la collocazione dei box temporanei destinati a ospitare le attività durante il futuro cantiere. L'area individuata è via della Paranzella. Oggi, questa zona è segnata da una profonda emergenza sociale e di sicurezza, teatro di bivacchi quotidiani e legata a problemi di alcol e tossicodipendenza. Ogni mattina, per chi frequenta la via, lo scenario è desolante: gli addetti alle pulizie sono costretti a compiere uno "slalom" tra sporcizia, bottiglie vuote abbandonate e cassette della frutta utilizzate come sedili di fortuna, in un'aria resa irrespirabile da odori nauseabondi.
I residenti e i passanti non nascondono la propria rabbia per lo stato dell'area: "È veramente scandaloso quello che accade. Nessuno fa niente. Stanno buttati per terra, bevono, lasciano bottiglie. Un problema di sicurezza per i cittadini oltre alle strade sporche, che permane nell'indifferenza delle organizzazioni pubbliche. È uno schifo". Senza risposte chiare sui tempi del restyling e senza un piano concreto per garantire la sicurezza e la pulizia nella zona di trasferimento provvisorio, la storica istituzione di Ostia rischia di rimanere sospesa tra annunci trionfali e una realtà quotidiana fatta di abbandono.
