Ostia, 84enne perde la vita dopo una caduta sulla pista ciclabile: era piena di sabbia
Ospite in collegamento a Non solo Roma: avv. Sara Astorino, area legale "Aduc Consumatori"Aveva 84 anni l'uomo che, dopo due settimane di agonia è deceduto in ospedale: Riccardo Simeone, questo il suo nome, era caduto mentre attraversava in bicicletta la ciclabile di Ostia completamente ricoperta di sabbia. L'84enne avrebbe perso il controllo del mezzo mentre attraversava il tratto di pista, battendo violentemente la testa. Nonostante indossasse un casco di protezione, le conseguenze sono state gravissime. Immediato il trasferimento all'ospedale Grassi di Ostia nel reparto di terapia intensiva, ma non c'è stato nulla da fare.
Un caso che, oltre a scuotere la comunità, ha innescato profonda rabbia: le opposizioni hanno attaccato l'amministrazione per la mancata pulizia e i cittadini in primis chiedono maggiore attenzione. E proprio da qui è necessario partire: quando accadano tragedie di questo tipo, l'imputabilità di chi è? Dobbiamo assistere al consueto rimpallo di responsabilità?
Scarsa manutenzione e incuria: che diritti ha il cittadino?
Non è la prima volta, c'è da dire, che accadono drammi simili. Molti ricorderanno il caso di Elena Aubry, la 26enne che nel maggio 2018 perse la vita in un incidente mentre guidava la sua moto lungo via Ostiense. La giovane perse il controllo del mezzo, in quel caso, per colpa di una buca: per sette persone è stato chiesto il rinvio a giudizio.
Basterebbe tornare indietro di tre anni circa quando il Tar del Lazio ha intimato al Comune di Roma di mettere in atto tutti gli interventi necessari a mettere in sicurezza le strade costellate di buche, dossi e incroci pericolosi: c'erano state in quel caso le richieste formulate dal Codacons con una class action.
Nel video gli aspetti normativi e l'approfondimento con l'avv. Sara Astorino.