A tagliare il nastro dell'ospedale di comunità di Tor Vergata è stata l'infermiera coordinatrice. Il presidente della Regione Francesco Rocca ha voluto lasciare a lei l'onere e l'onore, in segno di gratitudine verso la professione infermieristica che svolgerà un ruolo fondamentale in queste nuove strutture previste per avvicinare la sanità ai cittadini ed evitare l'intasamento di ospedali e pronto soccorso.
L'ospedale di comunità di Tor Vergata, finanziato con fondi del Pnrr, ha avuto un costo complessivo di circa 6 milioni di euro. La struttura sarà aperta al pubblico presso il settimo piano del policlinico, in viale Oxford 81.
All'inaugurazione, insieme al presidente della Regione e ai tanti medici e professionisti del settore sanitario presenti, hanno partecipato: il direttore generale del policlinico Tor Vergata, Ferdinando Romano, il magnifico rettore dell'Università, Nathan Levialdi Ghiron, l'assessore all'inclusione sociale e servizi alla persona Massimiliano Maselli e l'onorevole Fabio Rampelli.
Il presidente della Regione nel suo intervento ha voluto sottolineare gli sforzi per abbassare i tempi medi di attesa ai pronto soccorso di tutto il Lazio. Da picchi di 3000 minuti si è passati a sotto i 1000 minuti di attesa, che il tetto indicato dal ministero della Salute. "La struttura ospedaliera di Tor Vergata ha contribuito a questo risultato che è soltanto il primo tassello di un percorso avviato", ha detto Rocca. Al centro di diversi interventi è stato anche la necessità di proseguire verso l'obiettivo di umanizzazione delle cure.
L'onorevole Rampelli ha ricordato come la parola comunità in senso arcaico includa in sé il concetto di comprensione, che è quello di cui hanno bisogno sia i pazienti che i professionisti che lavorano negli ospedali.