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Omicidio di Gemona: modus operandi e peculiarità criminologiche - con Eleonora Zito

Omicidio di Gemona: modus operandi e peculiarità criminologiche - con Eleonora Zito

Omicidio di Gemona

Gemona, Udine. Luglio 2025. L’ennesimo crimine è destinato a sconvolgere l’opinione pubblica, non solo per la brutalità del fatto, ma soprattutto perchè gli attori coinvolti, si riveleranno i familiari della vittima.

Alessandro Venier, trentacinquenne della provincia di Udine, è stato trovato in un bidone, ricoperto di calce e fatto a pezzi, nell’autorimessa della propria abitazione lo scorso 31 luglio. Mailyn Castro Consalvo, compagna di Venier, mamma della loro bimba di appena sei mesi e la madre Lorena Venier, infermiera sessantunenne, sono entrambe indagate, dopo aver in parte confessato.

Secondo le parole dell’Avvocato Eleonora Zito, specializzata in criminologia e psicologia forense, questo è un caso particolare dal punto di vista criminologico e per il cosiddetto modus operandi.

E’ un omicidio intanto - dichiara Zito - relazionale e collusivo, cioè è stato commesso da due persone all’interno della dinamica familiare, non all’esterno. Le persone - quindi - che hanno commesso l’omicidio, conoscevano bene la vittima e avevano di conseguenza un legame affettivo: in questo caso la madre e la compagna. […] Questo tipo di reato è particolare in quanto il modus operandi […] è una probabile premeditazione. Quindi non è stato un reato d’impeto ma è stato pianificato dalle due donne”.

Un contesto del tutto insolito, in cui una suocera ed una nuora assumono un atteggiamento di complicità muovendo il rancore nei confronti del figlio e marito.

Come si svolge l’omicidio?

Tutto ha avuto inizio quando, nella notte tra il 25 ed il 26 luglio 2025, la madre della vittima ha preparato al figlio, una bevanda contenente un farmaco sedativo. “Successivamente - specifica la criminologa - non perdendo subito conoscenza, Lorena, la madre, pratica due iniezioni di insulina per tramortirlo ancora di più. Da lì l’aggressione delle due donne, le quali tentano di soffocarlo inizialmente a mani nude - poi invece, non riuscendo nel loro intento - utilizzano una corda o un laccio per soffocarlo. La morte è avvenuta per soffocamento ma la particolarità avviene dopo.

Il cadavere infatti viene portato in garage e viene smembrato […] - di conseguenza - vediamo che c’è una forte premeditazione e un distaccamento affettivo emotivo delle parti […]. Per coprire l’azione criminale, la compagna di Venier, Mailyn, chiama il 118 dicendo che la suocera voleva uccidere il figlio.”

Il 31 luglio, giorni dopo l’omicidio, i carabinieri trovano il cadavere. Due le versioni date dalle donne indagate. La madre di Venier confessa di essere colpevole; la nuora si difende e incolpa la suocera.

Sia Lorena, la madre, sia Mailyn, la compagna - conclude Zito - sono state ascoltate con due versioni distinte. Quindi, si attende un processo […] dove - avendo già la madre confessato - bisognerà accertare la responsabilità della nuora che tende a non riferire la complicità […]”.

Il caso dell’omicidio di Gemona resta attualmente oggetto di indagine da parte degli organi giudiziari. Saranno le perizie tecniche e il processo a stabilire la verità.