Roma si conferma maglia nera per gli incidenti mortali sulle strade. Negli ultimi dieci anni sono stati oltre 1.800 i fascicoli aperti per omicidio stradale tra città e provincia, con una media impressionante di un’indagine ogni tre giorni. Numeri che fotografano una vera emergenza, nonostante l’introduzione della legge del 2016 che ha inasprito le pene per chi provoca incidenti mortali.
Le statistiche parlano chiaro: circa 30mila incidenti l’anno nella Capitale, con picchi drammatici come il 2018, anno record per vittime. Il fenomeno resta legato a comportamenti ricorrenti, dalla guida sotto effetto di alcol o droghe all’uso del cellulare, fino all’alta velocità.
Nel 2026 i dati provvisori indicano già oltre venti vittime entro il raccordo anulare, con il rischio di superare le trenta includendo l’hinterland. Nonostante un leggero calo rispetto ai livelli pre-Covid, Roma resta la città italiana con il più alto numero di incidenti mortali, complice un parco veicoli enorme.
La nuova normativa ha contribuito a contenere il fenomeno, ma non a eliminarlo. Gli esperti parlano di segnali incoraggianti, ma la strada per ridurre davvero le vittime appare ancora lunga.