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Omaggio a Gigi Proietti: i romani ricordano il grande mattatore - DOSSIER 2 NOVEMBRE 2025

Omaggio a Gigi Proietti: i romani ricordano il grande mattatore - DOSSIER 2 NOVEMBRE 2025

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Servizio di Silvia Corsi

Montaggio di Matteo Lupini

Chi conosce Roma, tra cinema e teatro, conosce Ettore Petrolini, Aldo Fabrizi, Alberto Sordi, Carlo Verdone, e inevitabilmente conosce Luigi Proietti, detto Gigi, attore di teatro, di cinema, doppiatore, conduttore televisivo, cantante, un grande uomo di cultura.

Impossibile racchiudere la sua carriera in una sola parola perché Gigi è stato uno tra i più istrionici e poliedrici attori italiani, con una carriera artistica lunghissima fatta di importanti collaborazioni sia teatrali sia cinematografiche. Ma la cosa curiosa dell’artista quale lui è stato è che ha saputo far convivere in sé il teatro accademico – con l’interpretazione ad esempio di ruoli tratti dalle opere shakespeariane - e il teatro popolare, recitando in dialetto per poter raggiungere meglio il pubblico, ma sempre con un grande rispetto del ruolo che interpretava e di coloro ai quali si rivolgeva.

Roma non ha potuto salutarlo come avrebbe voluto perché il maestro, come lo chiamavano in molti, ha lasciato questa terra, gli affetti e la sua Roma il giorno del suo ottantesimo compleanno, il 2 novembre 2020, nel periodo pandemico in cui vigevano importanti restrizioni. Ma la data, quella del 2 novembre, è iconica: al di là della coincidenza, lui stesso faceva ironia sul fatto che fosse nato il giorno della commemorazione dei fedeli defunti o meglio, il giorno dei morti.

"Erede naturale di Ettore Petrolini, era l’espressione genuina dello spirito romanesco”, così lo ha ricordato il giorno della sua scomparsa il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. I romani – e non - lo piangono ancora, ma è un pianto pieno di orgoglio, per aver avuto la possibilità di custodire in una città già piena di bellezze, anche il nome del grande mattatore. D’altronde, Roma è stata la sua città, e lo è tuttora, e lui stesso non lo nascondeva: la raccontava attraverso i suoi gesti, le sue interpretazioni, la sua comicità. E ora, anche i muri, parlano di lui. Come avviene al Tufello, dove lui ha trascorso un tratto di vita.

Il bello di Gigi è che i suoi sketch si possono guardare più volte, anche consecutivamente, ma la risata è assicurata. Diffida da chi non sa ridere, diceva, quindi ben venga. C’è chi lo ricorda per i suoi ruoli, per le sue innate doti trasformistiche e per il suo sorriso magico, come il Mandrake, o come il Maresciallo Rocca, ma c’è anche chi – con affetto – racconta alle telecamere di Radio Roma News il proprio ricordo d’infanzia condiviso con l’allora Luigi Proietti, poi divenuto per tutti Gigi.

Gigi Proietti, un faro per tutti

Gigi è stato, ed è tuttora, un faro, una figura iconica dello spettacolo italiano, un grande artista romano, un compagno di risate ma anche di riflessioni, ma è stato anche il papà artistico di tanti, i quali, ancora oggi, lo ringraziano per essere quelli che sono.

Roma deve tanto al grande artista: è una città che conserva la sua idea rivoluzionaria – oggi definita quasi folle – di aprire un teatro shakespeariano nella Capitale – di cui lui fu direttore artistico per 17 anni, dall’inaugurazione fino alla sua scomparsa - e che di fatto è la fedele replica del Globe Theatre di Londra, il più famoso teatro del periodo Elisabettiano.

Nessun tentativo di santificarlo riportando il ricordo di chi in modi diversi lo ha vissuto, ma se le ricorrenze servono ad una cosa, quella cosa è proprio il ricordo e la riflessione successiva, e di temi su cui riflettere il Mattatore ce ne ha lasciati. Aveva il potere di fa ridere e piangere, è stato in grado di mescolare popolare ed avanguardia, è stato l’esempio di gavetta, di talento e di passione per un mestiere che spesso fa ancora difficoltà ad emergere per quanto, invece, rappresenta una linfa vitale. E perché no, tra i motivi delle ricorrenze c’è anche l’occasione per rivangare in un passato che non sarà mai dimenticato, come il grande Gigi Proietti.

L'omaggio di Radio Roma ad un grande artista: Luigi Proietti, per tutti Gigi

Ad intervenire ai microfoni di Radio Roma per ricordare il mattatore, i commercianti e i frequentatori del Mercato del Tufello, a lui intitolato; Alice che lavora in un ristorante "all'ombra" di Gigi Proietti; Donatella Pandimiglio, attrice, cantante e vocal coach; Marco Todisco, attore; Enzo Mauri, conduttore radiofonico e giornalista.