Coldiretti lancia un allarme pesante sull’annata olivicola nel Lazio, segnata da un calo produttivo superiore al 40% a causa dell’alternanza naturale della pianta, delle ondate di caldo e della persistente siccità che ha ridotto le risorse idriche nei territori interni e costieri. Nel Viterbese si registrano punte di –50%, con molte aziende costrette a ridurre drasticamente la raccolta. La qualità dell’olio resta elevata, ma i costi di lavorazione e irrigazione aumentano e incidono sulle margini delle imprese. Le associazioni agricole chiedono investimenti strutturali per invasi, sistemi di recupero dell’acqua e programmi di sostegno alla modernizzazione dei frantoi, per evitare che gli effetti del cambiamento climatico rendano sempre più instabile una filiera strategica per l’economia regionale. Intanto alcuni produttori segnalano difficoltà nel mantenere gli impegni con la grande distribuzione.