Nuovi OGM, arriva l'ok del Consiglio UE
Il Consiglio dell'Unione europea, l'organo che riunisce i ministri di tutti gli Stati membri, ha dato il suo ok per sdoganare i nuovi organismi geneticamente modificati, piante o prodotti alimentari e mangimi ottenuti con nuove tecniche di genomica. Il nome tecnico individuato per questi prodotti è la sigla NGT (nuove tecniche di genomica). In Italia si usa anche l'acronimo TEA, tecniche di evoluzione assistita. Il governo Meloni e la maggioranza parlamentare hanno approvato la sperimentazione sui campi di questi prodotti geneticamente modificati.
Una di queste tecniche è il discusso metodo di editing genetico che prende il nome di Crispr Cas 9.
La proposta del Consiglio dell'Unione europea prevede due categorie, con due distinte normative. La prima è quella degli impianti NGT di categoria 1, quelli contenenti piante ottenute con tecniche genetiche analoghe a quelle convenzionali. Questa categoria sfuggirebbe all'applicazione dell'attuale normativa sugli ogm, che prevede la valutazione del rischio ambientale e sanitario e l'autorizzazione per l'immissione in commercio. Tali prodotti, pur ottenuti con tecniche di manipolazione genetica, non verrebbero etichettati come ogm.
Gli impianti NGT di seconda categoria rientrerebbero nella normativa prevista per gli ogm.
Il tutto avverrebbe in barba a due sentenze della Corte di Giustizia dell'Unione europea che nel 2018 e nel 2023 hanno stabilito che le piante ottenute con qualsiasi tecnica di mutagenesi devono in ogni caso rientrare nelle leggi che riguardano l'uso di organismi geneticamente modificati ed essere soggette all’applicazione del principio di precauzione.
La proposta del Consiglio UE prevede la possibilità che gli Stati membri possano decidere di vietare al loro interno impianti NGT di categoria 2.
Abbiamo apprfondito questa tematica nella puntata di Camelot del 26 marzo 2025.