Ricerca nel Sito

"Next", Valle: "Trump e l'Ucraina, la realtà oltre la campagna elettorale"

"Next", Valle: "Trump e l'Ucraina, la realtà oltre la campagna elettorale"

valle pagare

L'ultimo appuntamento di "Next", presentato da Davide G. Porro e prodotto in collaborazione con Assodigit, 1Life e Nexus Edizioni, ha puntato i riflettori sulla NATO. In un periodo caratterizzato da un aumento delle tensioni a livello globale, il programma ha offerto un'analisi approfondita dell'Alleanza Atlantica. Gli ospiti hanno esaminato diverse questioni chiave, tra cui il ruolo attuale della NATO e il suo supporto militare all'Ucraina attraverso la fornitura di armi e truppe. È stata inoltre dedicata un'attenzione particolare alle implicazioni economiche dell'incremento delle spese militari.

Marco Valle a Next sull'Ucraina

Durante la puntata, il giornalista Marco Valle si è espresso sul ruolo di Trump nel contesto della guerra in Ucraina, una sfida che si è dimostrata ben più complessa di come aveva lasciato intendere a inizio mandato. "Una cosa sono le campagne elettorali e le promesse elettorali, un'altra cosa sono le dure repliche della realtà" ha spiegato Valle. "Le dure repliche della realtà e della storia impongono ovviamente tempi molto più lunghi e approfonditi. Trump, ricordiamoci sempre, è un uomo d'affari, geniale quanto vogliamo, però è un uomo d'affari e sta giocando questa partita nel pieno e totale interesse degli Stati Uniti e dell'economia statunitense. Perciò noi, come europei, dobbiamo semplicemente tacere e pagare, pagare, pagare per una guerra che in ogni caso finirà in tempi abbastanza ragionevoli, credo anch'io che assisteremo la prossima offensiva estiva e dopodiché il fronte si congelerà in una situazione penso 'coreana', perciò bloccheranno le cose e intanto noi avremo pagato le armi agli americani e poi saremo ancora una volta di più alla loro mercé". "Prima si accennava l'invio di uomini sul fronte" ha proseguito. "Il problema è che mancano soldati e non c'è nessuno che vuole andare a combattere i soldati. Soltanto il 16% degli italiani tra i 18 e i 35 anni sarebbero disposti ad arruolarsi e andare a combattere.

Tutti gli altri scapperebbero, diserterebbero oppure protesterebbero e in questo caso non hanno la minima intenzione di andare a portare gli stivali on the ground. Perciò anche tutte queste fiabe dell'esercito europeo, dei soldati, del riarmo, è una colossale balla. Non ci sono uomini, puoi avere dietro ai missili, dietro ai cannoni, hai bisogno di uomini".