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"Next", Valle: "Spesa militare, il conto arriverà agli italiani"

"Next", Valle: "Spesa militare, il conto arriverà agli italiani"

VALLE CONTO

L'ultima puntata di "Next", condotta da Davide G. Porro e realizzata con Assodigit, 1Life e Nexus Edizioni, ha messo sotto la lente d'ingrandimento la NATO. In un'epoca di crescenti tensioni internazionali, gli esperti invitati hanno condotto un'analisi approfondita dell'Alleanza Atlantica, esplorando diversi aspetti cruciali. Si è discusso ampiamente del suo ruolo attuale della fornitura di armi e truppe all'Ucraina. Un'attenzione particolare è stata dedicata anche alle ricadute economiche derivanti dall'aumento delle spese militari.

Marco Valle sull'aumento della spesa militare

Proprio su quest'ultimo tema, in trasmissione è intervenuto il giornalista Marco Valle. "Sicuramente oggi come oggi non ci possiamo permettere una spesa di questa ampiezza" ha esordito Valle "poi dobbiamo anche pensare che ci stanno arrivando i dazi, che sicuramente il punto di caduta non sarà il 30%, però sicuramente sarà superiore al 10% e in più ricordiamoci sempre che in questo momento noi stiamo acquistando energia dagli Stati Uniti che ci costa 4-5 volte in più di quella che noi importavamo dalla Russia".

"Perciò la situazione è grave, ma forse non è seria" ha proseguito "perché noi probabilmente dovremmo riuscire a trovare qualche scappatoia e qui vediamo se la premier Meloni riesce ad avere qualche entratura in più, grazie al suo rapporto che lei vende come ottimo con il molto volubile Presidente Trump. Poi queste armi, il 5%, a noi non soltanto mancano, come a tutta Europa, soldati, ma mancano anche un'industria della difesa completa, di conseguenza noi non soltanto dovremmo spendere, ma dovremmo andare ad acquistare oltre all'energia anche le armi all'industria bellica americana, o in sottordine a quella tedesca. Non è casuale che Merz stia dal burro e passato i cannoni, questa è una costante della storia tedesca quando sono in difficoltà e sta in questo momento ristrutturando gli stabilimenti della Volkswagen su un'economia di guerra".