L'ultima puntata di "Next", condotta da Davide G. Porro e realizzata grazie alla collaborazione con Assodigit, 1Life e Nexus Edizioni, ha messo in luce la NATO. In un'epoca di crescenti tensioni internazionali, la trasmissione ha fornito un'analisi dettagliata dell'Alleanza Atlantica. Gli esperti hanno approfondito vari aspetti cruciali, come l'attuale funzione della NATO e il suo sostegno militare all'Ucraina, includendo la fornitura di armi e personale. Un focus significativo è stato posto anche sulle conseguenze economiche dell'aumento delle spese per la difesa.
Marco Valle a "Next" sulla Russia
Durante "Next" il giornalista Marco Valle si è pronunciato sui rapporti fra Europa, Usa e Russia.
"La Russia per le varie amministrazioni americane è il nemico perfetto, perché ovviamente vengono fuori gli incubi della guerra fredda con il tempo del confronto con l'Unione Sovietica e dopodiché ovviamente si ricarica la narrazione di una russofobia che è assolutamente interessata a bloccare lo sviluppo dell'Europa in un senso euro-asiatico" ha spiegato Valle.
"Ricordiamoci che noi abbiamo acquistato per più di vent'anni l'energia a basso costo dalla Russia, abbiamo avuto i mercati aperti con Mosca e ovviamente l'Europa su questo ha fatto la sua fortuna. Il problema è che agli Stati Uniti un'Europa forte e al tempo stesso economicamente forte ed aperta con l'Unione Sovietica e con la Russia putiniana dava fastidio. Di conseguenza già a metà del primo decennio del terzo millennio si è iniziata subito una destabilizzazione della parte orientale dell'Europa, quella che è entrata nella Nato e man mano ci sono state la questione della Georgia, piuttosto poi i paesi baltici e fino ad arrivare già alla fine del 2009-2008, agli investimenti sull'Ucraina in visione antirussa"
"Perciò quando noi guardiamo il film terribile e orrido della guerra che è alle nostre porte" ha concluso "cerchiamo di non guardare soltanto gli ultimi ciak, ma riavolgiamo il nastro e torniamo alle origini di questa follia che poi tutto si scatena con il 2014, con il golpe di Maidan".