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Next - Speciale Ucraina, gen. Leonardo Tricarico: "Presto per parlare di negoziato. Trump la spara un po' grossa"

Next - Speciale Ucraina, gen. Leonardo Tricarico: "Presto per parlare di negoziato. Trump la spara un po' grossa"

COPERTINA TRICARICO NEXT UCRAINA

Sono trascorsi tre anni dall'inizio delle ostilità tra Russia e Ucraina, un conflitto che ha avuto conseguenze devastanti in termini di perdite umane e crisi internazionale. Per approfondire gli sviluppi più recenti e le possibili soluzioni diplomatiche, Radio Roma, in collaborazione con Assodigit, 1Life e Nexus Edizioni, ha mandato in onda in prima serata "NEXT - SPECIALE UCRAINA", il programma condotto da Davide G. Porro, riunendo analisti e specialisti di rilievo sia italiani che internazionali, offrendo un'analisi dettagliata sull'evoluzione del conflitto, le prospettive future e il ruolo delle grandi potenze nella ricerca di una soluzione.

Guerra in Ucraina: a "Next" il generale Leonardo Tricarico

Fra i numerosi ospiti di rilievo della trasmissione anche il generale Leonardo Tricarico, ex Capo di stato maggiore dell'Aeronautica Militare italiana, con una lunga carriera nelle forze armate e un ruolo di spicco come esperto di difesa e strategia militare.

Davide G. Porro ha chiesto al generale il suo punto di vista sullo stato delle cose e l'avvio potenziale dei negoziati per la pace in Ucraina. "Intanto non credo che sia negoziato" ha esordito Tricarico "ma siano soltanto delle prese di contatto anche per cercare di capire le carte che hanno in mano i contendenti, quali sono, insomma in qualche maniera scoprire le carte e quindi si può parlare di un approccio rozzo, grossolano, quanto si vuole, da businessman sicuramente, perché la vera novità è quella della compensazione".

Le responsabilità di Zelensky

"Se noi andiamo a ripercorrere un po' tutta questa storia, ogni volta che c'è stata qualche dichiarazione pesante, allora una delle prime è stata quella molto importante e dirimente di Zelensky quando ammise con i verbi all'indicativo che non si aspettava, nessuno più di lui sapeva che non sarebbe potuto entrare nella NATO. Questo è un assunto che ha avuto degli alti e dei bassi, ma insomma mi pare che sia rimasto proprio veramente un pio desiderio e quindi questo è da mettere in conto" ha proseguito il generale.

"Lo stesso Zelensky ha ammesso, questo un po' più recentemente, che non si illudeva di mantenere il controllo. Quindi c'è l'ammissione, certamente, di dover cedere una parte della propria sovranità ai russi".

Le richieste di Trump e la vera entità dell'investimento americano

"E poi è venuto l'uomo che passa all'incasso dicendo che 'il mio impegno ha un prezzo' e anche qui l'ha sparata grossa, perché poi girano tante cifre, sicuramente è molto gonfiata quella che ha fatto comprendere Trump" ha aggiunto Tricarico. "In effetti siamo sull'ordine, credo, molto più ragionevole di 160-170 miliardi, buona parte dei quali sono già rientrati negli Stati Uniti, perché tutti gli armamenti sono il business per le grandi società di costruzione aerospaziali e militari degli Stati Uniti. Quindi di questo stiamo parlando e su questo andrà impostata una trattativa vera".

Tricarico si è augurato che ai negoziati "veri" non ci siano esclusi eccellenti. "Probabilmente, speriamo, che vengano recuperati anche i rituali della trattativa, cioè senza lasciare fuori nessuno che abbia diritto a dire qualcosa" ha sottolineato.

Tricarico sull'esercito europeo

Porro ha infine domandato al generale Tricarico la sua opinione in merito all'ipotesi di creazione di un esercito europeo e l'eventuale fattibilità dell'impresa, considerando l'aumento degli investimenti nella NATO attesi da Donald Trump.

"La domanda deve essere quando cominciamo, perché effettivamente il dibattito è diventato stucchevole, ora non tanto per i media quanto per chi prende le decisioni" ha precisato Tricarico. "Una cosa è certa: se si comincerà, non cominceremo tutti e 27 insieme, cominceremo con un gruppo di paesi guida, tra cui ci sarà senz'altro anche il nostro. Chi ci sta ci sta, salvo poi salire a bordo al momento opportuno, però questa è l'unica maniera con cui cominciare e quello che manca è l'autodeterminazione e la volontà di farlo".