Da tre anni il conflitto tra Russia e Ucraina continua a segnare il panorama internazionale, causando ingenti perdite umane e accrescendo le tensioni geopolitiche. Per fare il punto sulla situazione e sulle possibili soluzioni diplomatiche, Radio Roma News ha dedicato la prima serata a “NEXT – SPECIALE UCRAINA”, un approfondimento realizzato in collaborazione con Assodigit, 1Life e Nexus Edizioni. Alla guida del programma, Davide G. Porro ha dato spazio a esperti di spicco, sia italiani che internazionali, che hanno esaminato l’evoluzione della guerra, le prospettive future e l’influenza delle grandi potenze nel percorso verso un’eventuale pace.
Trump, l'esercito e i dazi. Francesca Donato sul momento dell'UE
Durante la trasmissione si è analizzato il momento dell'Unione Europea dopo il ritorno di Donald Trump alla Casa Bianca, fra l'annuncio che l'esercito americano non sarà impiegato in operazioni di peacekeeping e i temuti dazi. In studio, l'ex europarlamentare Francesca Donato ha sottolineato come l'UE sia "in gravissima difficoltà per questa nuova linea americana".
Trump ha "espressamente precisato che non ci saranno truppe americane, ma nemmeno truppe NATO, che poi è una richiesta anche della Russia. Quello che ha precisato Trump, anzi per la verità il suo ministro della difesa, è che non ci sarebbero stati né truppe americane né un'operazione Nato secondo l'articolo 5. Eventualmente dice che ci possono essere truppe di paesi europei, però se dovessero venire attaccate non sono coperte dall'ombrello dell'articolo 5".
L'articolo 5, come ricordato anche da Davide G. Porro, obbliga i Paesi dell'alleanza a intervenire se uno di essi viene attaccato. "È stata lasciata aperta dall'amministrazione americana la possibilità che invece intervengano a livello spontaneo e bilaterale alcune truppe di Paesi europei. Peccato però che Putin ha già detto di no: tutti quelli che fino adesso ci hanno fatto la guerra non li vogliamo a fare il peacekeeping, ovviamente" ha aggiunto Donato.
Il ruolo della Cina
Lo scenario configurerebbe, quindi, l'ingresso di Paesi terzi per la conduzione di tali operazioni. "Potrebbe essere la Turchia, si è parlato della Cina in realtà. E questo è uno degli aspetti che più mette in difficoltà l'Unione Europea" ha sottolineato.
Ma la sfida più probante per gli europei resta quella dei dazi, secondo Donato. "Trump ha detto una cosa molto semplice: noi faremo i dazi a livello nazionale, chi ci mette dazio noi lo metteremo uguale a loro, quindi sarà tutto basato sulla reciprocità".
"Questo azzera l'importanza e la funzione dell'Unione Europea" ha chiarito Donato "Perché l'Unione Europea di solito in queste trattative riguardanti il mercato unico rappresenta gli stati membri, ma se l'interlocutore maggiore che sono gli Stati Uniti disconosce questo ruolo dell'Unione Europea".