Nuovo appuntamento con “Next”, il talk di approfondimento prodotto da Radio Roma News in collaborazione con Assodigit, 1Life e Nexus Edizioni. Sotto la guida di Davide G. Porro, domenica 18 maggio esperti e tecnici della materia hanno dibattuto offrendo al pubblico una riflessione critica sull’allarmismo legato al cambiamento climatico, approfondendo temi come geoingegneria, scie chimiche, eco-ansia e le dinamiche economiche correlate. Inoltre, la trasmissione ha esplorato i possibili legami tra crisi ambientali, poteri influenti, lobby finanziarie e meccanismi di controllo sociale.
"Next", Enzo Pennetta: "Manca uno studio sistematico"
Sul tema degli effetti sulla salute dello ioduro d’argento, usato per l'inseminazione delle nuvole per favorire le precipitazioni, è intervenuto Enzo Pennetta, docente di Scienze Naturali e fondatore di "Critica Scientifica". La domanda del conduttore verte proprio nell'affrontare gli effetti e come si possono riscontrare nell'organismo.
"Lo ioduro d'argento una volta irrorato nei cieli provoca la pioggia e quindi è evidente che lo ritroviamo nel suolo, ma anche nelle falde acquifere. Il problema è che non vengono proprio affrontate queste questioni" risponde Pennetta aggiungendo che manca "uno studio sistematico sulla quantità che poi si può ritrovare nel corpo delle persone e nelle zone dove viene fatto, perché chiaramente non viene fatto dappertutto".
"Silenzio sugli effetti sulla salute dello ioduro d’argento"
"L’argento è un metallo - aggiunge il docente - e i metalli nel nostro organismo possono far bene o male, ma molto spesso fanno male". Il problema per Pennetta è che "è una questione che proprio non viene affrontata. È un fatto dichiarato che questa cosa si usi, è un fatto sicuro che circola, ma non ci dicono le quantità, non ci dicono dove e se c'è uno studio sistematico sugli effetti. La grave mancanza è proprio il silenzio".
In merito alla possibile ingestione della sostanza nella fauna anche ittica il Professor Pennetta risponde: "C’è il fattore concentrazione, cioè non solo quello che prendiamo noi direttamente magari bevendo l'acqua o mangiando, ma chiaramente anche l'animale che mangia queste cose le concentra nel proprio organismo. Come il mercurio per i tonni. E cosa faranno un domani quando questo diventerà un problema? Aumenteranno i limiti".