Il 18 maggio, "Next" è tornato sugli schermi con una nuova puntata prodotta da Radio Roma News in collaborazione con Assodigit, 1Life e Nexus Edizioni. Sotto la conduzione di Davide G. Porro, la trasmissione ha ospitato esperti e professionisti per un dibattito approfondito sull’allarmismo climatico, affrontando questioni controverse come la geoingegneria, le scie chimiche, l’eco-ansia e le implicazioni economiche che ne derivano.
Oltre a esaminare questi temi, il talk ha esplorato i possibili intrecci tra crisi ambientali, interessi di potere, lobby finanziarie e strumenti di controllo sociale, offrendo al pubblico spunti di riflessione critici.
“Next”, Pennetta: "Verso la lotta di classe per il clima"
Sul tema della supposta esigenza di abbassamento del CO2 presentata dal World Economic Forum, è intervenuto il Prof. Enzo Pennetta, docente di Scienze Naturali e fondatore di "Critica Scientifica", che ha subito messo l’accento sui “carbon credits” spiegando che i crediti di carbonio rappresentano la “chiave di lettura” per ipotizzare un prossimo spostamento dalle questioni nazionali a quelle che riguardano le singole persone arrivando a uno scenario inquietante: quello di una “lotta di classe per il clima” con "una quota di CO2 da poter produrre al mese" per ogni persona.
"I crediti di carbonio per non far sviluppare zone del mondo"
Per Pennetta la questione dei carbon credits “serve per non far sviluppare e industrializzare zone del mondo che preferiscono vendere i crediti di carbonio anziché produrre anidride carbonica per le loro industrie. Quindi sancisce gli squilibri, perché conviene incassare denaro fresco senza fare nulla”.
"L’agenda 2030 - prosegue il docente - è in realtà un programma del World Economic Forum di globalizzazione che è fallito, in una prima proposizione, per via del movimento di Seattle. Visto che in quel momento chiaramente pareva brutto ripresentarlo così, si è pensato bene di farlo passare attraverso l’Onu. Quindi l’Agenda 2030 è una globalizzazione che poi viene insegnata nelle nostre scuole come educazione civica, altro fatto di una certa rilevanza".
"Quanto alla quota CO2 personale da poter produrre?"
Pennetta sottolinea inoltre che "quello che viene fatto a livello delle Nazioni, passerà anche alle persone prima o poi. Sul biglietto del treno si trova l'equivalente di CO2 del viaggio. Quanto manca al fatto che ognuno avrà una quota di CO2 da poter produrre al mese, esattamente come le industrie? Non è fantapolitica, è semplicemente l'estrapolazione di quello che succede a livello di grandi aziende riportato al singolo individuo".
Da una visione macro a quella delle persone. “A quel punto controlliamo veramente tutto. Ecco che hanno senso le Città da 15 minuti, il gruppo dei C40 di cui fanno parte le principali città del mondo in cui i sindaci aderiscono a questo progetto di riduzione della circolazione, delle zone a traffico limitato. Si può pensare che per evitare CO2 si sarà costretti a giustificarsi per gli spostamenti all'interno della propria area" dichiara Pennetta.
"Ztl Roma, politica classista"
"Tutto questo è in realtà una proiezione in avanti di politiche già in atto ad alto livello, per cui meglio pensarci prima. Ecco perché - prosegue Pennetta - la zona ZTL di Roma dove non si potrà entrare e addirittura pensano di bloccare l'Euro 5 è chiaramente anche una politica molto classista. Perché se ho i soldi per comprarmi la Tesla vado dove mi pare senza limitazioni, se non ho i soldi per comprarmi la macchina nuova invece no. Quindi abbiamo realizzato proprio una lotta sociale con la motivazione del clima anziché quella palese: io comando e tu ubbidisci" conclude il docente.