Emanuele Mastrangelo, storico e saggista, redattore capo della rivista "Storia in Rete" e "CulturaIdentità" è intervenuto domenica 15 giugno nella nuova puntata di “Next” incentrata sull’Unione Europea e sulle sue implicazioni politiche ed economiche.
Durante la trasmissione di Radio Roma News in collaborazione con Assodigit, 1Life e Nexus Edizioni, ampio spazio è stato dedicato a una riflessione critica sulle principali sfide che attraversano il progetto europeo.
Tra i temi analizzati sotto la guida di Davide G. Porro, anche il ruolo crescente delle lobby all’interno delle istituzioni di Bruxelles, oltre all’impatto che l’adozione dell’euro ha avuto sulle economie dei singoli Stati membri. Il conduttore, assieme ai suoi ospiti, ha discusso le fragilità strutturali dell’Unione e il delicato equilibrio tra i poteri che orientano le scelte politiche e le strategie messe in campo dal Parlamento Europeo, portando l’attenzione su dinamiche spesso trascurate nel dibattito pubblico e offrendo spunti di riflessione sul presente e sul futuro dell’Europa.
Parla Mastrangelo
Emanuele Mastrangelo ha dichiarato: “L'Europa è uno dei pochi casi nella storia in cui il frutto non è caduto lontano dall'albero. Cioè le premesse dell'Europa, sia dal punto di vista dei padri fondatori sia poi dei servizi segreti americani che c'erano dietro e che hanno creato questo sogno europeo, erano quelle. E a 80 anni di distanza possiamo dire che il frutto non è caduto lontano”.
E ancora: “Oggi finalmente, nella loro ottica ovviamente, sono usciti a ottenere quello che spesso e volentieri è stato un sogno. In tutto questo io ci vedo anche un residuo della foga imperiale della Gran Bretagna che oggi è essenzialmente il principale fomentatore della guerra con l'Ucraina. Se ci pensiamo, l'idea stessa di Ucraina come una parte di Russia che può essere separata dalla grande Russia è un'idea geopolitica che nasce in Inghilterra nella seconda metà dell'800, al tempo del Big game, cioè quando la Russia era considerata la potenza continentale e Inghilterra e Russia erano rivali per il controllo dell'Asia centrale”.
“In quel periodo alla fine dell'Ottocento e primi del Novecento nasce l'idea di un Ucraina come entità separabile dalla Russia, tant'è che l'Ucraina letteralmente si traduce come 'terra di confine', come noi in italiano abbiamo le marche di confine. Un confine che la Russia ha eroso agli stati Ottomano e tatari e che però ha inglobato. Per cui immaginarla separabile dalla Russia è un vecchio sogno dell'impero britannico che poi si concretizza con la rivoluzione bolscevica e Lenin che cede questo pezzo di Russia alla Germania, all'Austria e all'Ungheria, moribonde peraltro, e a quel punto si crea questa entità”.
“E lì anche le potenze europee - ha concluso Mastrangelo - non è che finanziano soltanto l'eventuale ritorno dei bianchi sul trono di San Pietroburgo in chiave anti-comunista, ma iniziano a finanziare anche l'Ucraina, perché comunque nell'ottica britannica 'dividi et impera' è sempre funzionale. Oggi ci ritroviamo con un'Europa che cerca in questa guerra una sorta di mito auto-fondativo, e l'Inghilterra che si riprende i suoi vecchi sogni imperiali”.