A tre anni dall'inizio della guerra in Ucraina le tensioni geopolitiche persistono, alimentando il dibattito su possibili scenari futuri e soluzioni per porre fine alla crisi umanitaria. In questo contesto, domenica 23 febbraio 2025 Radio Roma ha trasmesso la terza puntata di "Next", in collaborazione con Assodigit, 1Life e Nexus Edizioni, appuntamento impreziosito dall'intervista esclusiva a Călin Georgescu, eletto presidente alle ultime elezioni in Romania, che la Corte costituzionale del Paese ha però annullato per sospette influenze russe.
Călin Georgescu e le elezioni in Romania
Dopo l'esclusione della candidata di estrema destra Diana Sosoaca, il ballottaggio ha visto sfidarsi l'indipendente Călin Georgescu ed Elena Lasconi dell'Unione Progressista. A vincere è stato Georgescu, ma la sua campagna su TikTok ha sollevato sospetti di finanziamenti russi, sebbene prove concrete non siano emerse.
La Corte Costituzionale ha annullato il voto il 6 dicembre, scatenando proteste popolari. Il presidente Klaus Iohannis si è dimesso, sostituito ad interim da Ilie Boloian. Nuove elezioni sono previste per il 4 maggio, con un eventuale ballottaggio il 18. Il caso ha attirato l’attenzione internazionale, compresa quella del vicepresidente Usa J.D. Vance.
Călin Georgescu in esclusiva a "Next"
Georgescu ha spiegato a "Next" il momento attuale che vive il suo Paese, la Romania. "L'aria è quella che il popolo romeno respira come creatore della storia di questo Paese" ha esordito Georgescu. "La forza di un Paese sta nel suo potere di creare, ed è questo che ha capito il popolo romeno. Si ricrea il Paese e il popolo romeno con una grande forza di conoscenza e di amore per il popolo e per Dio".
Georgescu ha voluto precisare alcuni aspetti. "Distruggi un stato quando distruggi la tua cultura. Questo è stato il meccanismo che fu applicato dal 1989 in Romania, ed è questo che è successo dal 1990 in poi, dalla rete Soros, che è iniziata nel 1989, e dai traditori di questo popolo, che hanno avuto a che fare con questo personaggio".
La nuova amministrazione americana ha attenzionato il caso romeno. "Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump e il vicepresidente Vance lo confermano" ha proseguito Georgescu. "Sicuramente questa rivoluzione è data dalla credenza assoluta del popolo romeno in Dio e nel suo Paese. Tutto questo reinventarsi del popolo romeno è dovuto al forte potere di credere in Dio e nelle forze proprie. E nella terra, nella propria terra, nel proprio Paese. Questa terra non è stata regalata né da Bruxelles, né da Washington, da nessuno. Abbiamo ricevuto questo dono da Dio tramite il potere dell'amore. Ed è questa la mia risposta. In questo momento il popolo romeno crea la storia. Non importa ciò che il sistema sta facendo: a prescindere il popolo romeno avrà il potere perché sta lottando con il suo potere creativo. Vuole le sue radici indietro e la sua cultura indietro. Amiamo la nostra famiglia, le nostre famiglie e il nostro Paese".
Georgescu sulle elezioni annullate e l'Ucraina
Georgescu, forse un po' a sorpresa, ha affermato che l'annullamento delle elezioni ha avuto dei lati positivi. "È un bene che hanno annullato le elezioni" ha precisato "perché in questo modo è uscito fuori tutto il discorso della corruzione, di tutto quello che era marcio in questo Paese. Dopo questa situazione è uscita fuori tutta la questione non della sovranità, che io amo, ammiro, ma l'individualità, il patriottismo di tutto questo popolo".
Davide G. Porro ha poi chiesto a Georgescu un'opinione sul conflitto in Ucraina. "Tutti quanti, tutti noi abbiamo bisogno di pace e solo di pace" ha risposto. "Non si può pensare oggi che lottando per la civiltà, per essere migliori, si può avere una guerra del genere proprio al centro dell'Europa. In mezzo alla civiltà europea. Io ho una posizione molto ferma, che nessuno debba più morire, nessun essere umano".
"Io non posso dire altro, non posso dire più di quello che il Presidente Trump ha già detto" ha proseguito. "Quello che vi posso dire è che nella mia corsa elettorale io ho parlato solo di pace, sempre di pace. I canali televisivi e i giornalisti mi hanno sempre accusato di non parlare di guerra. Ed è per questo che sono stato molto amato sui canali TikTok, perché i mainstream media mi creavano questi problemi. L'idea è che abbiamo rinforzato il fatto che abbiamo bisogno dell'economia interna, come ogni Paese ha bisogno di sviluppare l'economia interna. E il problema della guerra non è il nostro problema. Il nostro problema è solo il modo per portare la pace, non di intervenire e alimentare la guerra".
Le prossime elezioni e le accuse di ingerenze russe
In vista delle nuove elezioni di maggio, Porro ha chiesto a Georgescu se si aspetta una nuova campagna denigratoria. "Le persecuzioni e il sabotaggio succedono ogni giorno" ha risposto "però qualunque cosa faccia il sistema, il popolo romeno rimane un popolo forte, coraggioso che dimostra tanta dignità e quindi riprenderà il paese, riprenderà il potere in questo paese, il popolo. Il destino è con noi e la storia è con noi e dimostreremo a tutta l'Europa che in momenti di difficoltà sappiamo uscire vincenti. Riprenderemo ciò che è il nostro".