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Next, Francesca Donato: "No alla difesa unica europea"

Next, Francesca Donato: "No alla difesa unica europea"

Francesca Donato

Si è svolta domenica 13 aprile 2025, una nuova puntata di "NEXT - Sguardo al Futuro", il format di Radio Roma News sviluppato in sinergia con Assodigit, 1Life e Nexus Edizioni. Al centro del talk il confronto tra gli ospiti su temi di attualità dalle dinamiche geopolitiche allo stato di salute delle democrazie in Europa.

Ospiti di Davide G. Porro, esperti in studio e in collegamento, che si sono confrontati per approfondire lo stato di salute delle democrazie in Europa con un'analisi sulle interferenze delle istituzioni nei processi elettorali e sui segnali di possibili spostamenti in chiave autoritaria di Bruxelles.

Next, Francesca Donato: "No alla difesa unica europea"

In vista delle prossime elezioni presidenziali in Romania l'avvocato ed ex europarlamentare Francesca Donato, ha risposto al conduttore in merito ad eventuali consigli sulla politica monetaria e internazionale da offrire ai colleghi. Nessun consiglio da parte dell'ex europarlamentare che vede nelle scelte di Aur (Alleanza per l'Unione dei Romeni) la direzione giusta.

"Errore entrare nell'Eurozona"

"Il partito di Aur - spiega Francesca Donato - ha le idee molto chiare e ha capito perfettamente quali sono i problemi e quali sono soprattutto le cose che legano in maniera negativa e vincolano un paese stando in Unione Europea. In primis perché hanno ben chiaro che non si deve entrare nell'Eurozona. Noi abbiamo fatto questo errore e ne abbiamo pagato le conseguenze, con uno smantellamento della nostra politica industriale e con una perdita della competitività dei nostri prodotti che ha avvantaggiato ovviamente il principale concorrente che avevamo in Europa: la Germania".

"La difesa insieme alla moneta definisce uno Stato"

A livello geopolitico Donato fa riferimento all'intervista al candidato alle elezioni presidenziali in Romania, George Simion, tra gli ospiti di Next, spiegando di condividere la sua posizione di "non essere contro la Nato quando viene intesa e si muove come Alleanza a scopo unicamente difensivo e di essere invece contro il riarmo e la difesa unica europea che sarebbe un'entità sovranazionale". Entità che vede "i paesi membri cedere la loro sovranità in materia di difesa che, oltre alla moneta, è l'altra cosa che definisce uno Stato: il fatto di avere un esercito che risponde al proprio Governo" spiega Donato.

"Decisione di entrare in guerra demandata all'Ue"

Così, prosegue Donato "demanderemmo alla Commissione europea, al Consiglio che in quel caso deciderebbe a maggioranza perché vogliono togliere il diritto di veto, e al Parlamento, la decisione di entrare in guerra".

"Se fosse per Ursula von der Leyen e per i baltici e per i volenterosi, noi saremmo già in guerra contro la Russia. Significherebbe che i nostri figli, i nostri fratelli, verrebbero mandati al fronte a morire esattamente come avviene in Ucraina, dove vengono caricati sulle camionette e massacrati di botte se si oppongono, i giovani che non vogliono essere reclutati" conclude l'ex europarlamentare.