Domenica 13 aprile 2025 è stata trasmessa una nuova puntata di “NEXT – Sguardo al Futuro”, il programma di approfondimento in onda su Radio Roma News, nato dalla collaborazione con Assodigit, 1Life e Nexus Edizioni. Al centro della trasmissione diversi temi, tutti accomunati da un filo conduttore ben preciso: l’attualità, tra politica e scenari geopolitici.
Si è discusso delle democrazie europee, del rischio di ingerenze istituzionali nei meccanismi elettorali e delle potenziali tendenze autoritarie che potrebbero emergere all’interno dell’Unione Europea. Come simbolico sfondo del dibattito, Bruxelles – cuore amministrativo dell’UE – ha rappresentato il contesto ideale per riflettere su questi sviluppi.
Next, parla lo storico Emanuele Mastrangelo
A guidare la puntata, Davide G. Porro, che ha accolto in studio Emanuele Mastrangelo. Storico e saggista, Mastrangelo è anche redattore capo della rivista Storia in Rete e CulturaIdentità, autore di numerosi saggi e opere divulgative in ambito storico: “Euroscetticismo? È un rischio per l'Europa. Per chi ama in questo momento la libertà è un'opportunità. C’è questo asse di Visegrad che, peraltro, in questo momento è formato da Repubblica Ceca, Slovacchia, Ungheria e Polonia. La Polonia, in questo momento, però, è passata – anche se per un 'pugno', un'incollatura – è passata dalla parte degli europeisti. Però tutto quell'asse che si va formando dal Mar Baltico fino giù al Mar Egeo è l'asse, cosiddetto, l’Intermarium, ed è costituito da Stati che hanno molto in comune storicamente, perché sono Stati che sono nati quasi tutti alla fine della Prima Guerra Mondiale, che hanno subito vicendevolmente la pressione delle potenze europee occidentali, in particolar modo la Germania, ma anche la Francia e l'Inghilterra, che nei Balcani – noi italiani ne sappiamo qualcosa – hanno fatto i mestatori per lungo tempo”.
Ha aggiunto: “E poi, ovviamente, la Russia zarista prima, e l'Unione Sovietica dopo. Quindi sono Stati che hanno una storia in comune. Durante il Patto di Varsavia hanno lavorato insieme per anni, per cui oggi, per loro, è molto facile trovare delle collaborazioni e dei punti di vista comuni”.
E ancora: “Aggiungiamo un'altra cosa: essendo paesi ex comunisti, per il momento, loro sono percettori in attivo da parte di Bruxelles. Ma questa cosa non andrà avanti per sempre. Cioè, i fondi europei, a un certo punto, sono fondi che vengono stanziati proprio per mettere questi paesi in pari con l'Europa – diciamo – ex capitalista, rispetto all'Europa ex comunista. Ma, nel giro di qualche anno, questa cosa finirà e, quando anche loro inizieranno a diventare contributori netti, potrebbero iniziare, ragionevolmente, a vedere: 'Ma ci conviene stare in questa gabbia di matti?', ha concluso così Mastrangelo.