Una nuova puntata di “Next” è andata in onda il 20 luglio su Radio Roma News. L’appuntamento ha permesso agli ospiti in studio e a chi era in collegamento di approfondire questioni estremamente attuali, paragonandole anche con realtà dell’epoca. In questa puntata si è approfondito il tema della NATO.
L’appuntamento, realizzato con il contributo di Assodigit, 1Life e Nexus Edizioni, è stato condotto da Davide G. Porro. Si è parlato del ruolo attuale dell'Alleanza Atlantica, dell'invio di armi e truppe in Ucraina, ripercorrendo la memoria degli interventi passati e le conseguenze economiche dell'aumento della spesa militare. Non sono mancati riferimenti a quello che potrebbe rappresentare lo scenario di domani.
Mastrangelo a Next: i paladini della pace
Tra gli ospiti in studio, Emanuele Mastrangelo, storico ed analista del Centro Studi Machiavelli. Ha analizzato, tra i vari aspetti, un momento particolare della storia: il genocidio di Srebrenica, avvenuto nel 1995 nella città di Srebrenica, in cui vennero uccisi 8000 ragazzi e uomini musulmani bosniaci durante la guerra Bosnia-Erzegovina durata 3 anni, da 1992 al 1995. Un fatto “su cui probabilmente occorrerà approfondire quando e se ci sarà disponibilità di determinati documenti”. Questo momento preciso della storia, per i Paesi interessati, ma per la Nato stessa, ha rappresentato un punto di svolta.
Ci sono vari casi nella storia internazionale di “paladini della giustizia” che hanno minato la pace per poi ergersi a salvatori. “Il discorso che ha fatto Rutte a proposito della NATO che ‘adesso è garanzia di stabilità’ mi ricorda un po' quel personaggio del cartone animato Suppaman che per atteggiarsi a supereroe, prima lanciava una bomba a mano contro la gente e poi diceva di salvarla lui. C’è questa discrasia tra l’avere portato la guerra in determinati territori e poi il fatto di ergersi a paladino della giustizia internazionale, a paladino della pace che tu stesso hai in qualche modo contribuito a minare.”