Un nuovo appuntamento con "Next", il talk di approfondimento di Radio Roma News, realizzato in collaborazione con Assodigit, 1Life e Nexus Edizioni, è andato in onda domenica 16 marzo. Durante la puntata, il conduttore Davide G. Porro ha guidato un dibattito ricco di spunti, mettendo a confronto esperti del mondo medico, politico e giuridico su temi come la pandemia, i vaccini e il ruolo dell’Oms.
Protocollo tachipirina e vigile attesa, a “Next” l’intervento di Massimo Citro Della Riva
Uno dei temi affrontati durante il programma è stato il cosiddetto protocollo tachipirina e vigile attesa. Nel 2022, ha ricordato Davide G. Porro, il Tar ha dato ragione all'avvocato Grimaldi riconoscendo al medico la libertà e la responsabilità di scelta delle cure e delle terapie contro gli obblighi del protocollo. Una sentenza a cui ha fatto ricorso il Ministero appellandosi al Consiglio di Stato perché si trattava solo di indicazioni. Punto ribadito recentemente anche dall'allora ministro alla Salute, Roberto Speranza, chiudendo la questione come "invenzione no vax".
Sul tema è intervenuto Massimo Citro Della Riva, medico chirurgo e scrittore, che ha sottolineato in primis una deduzione ovvia. "Se il protocollo non esisteva, l'ex ministro Speranza dovrebbe spiegarci contro che cosa ha fatto ricorso al Consiglio di Stato". Citro Della Riva però sottolinea anche che "è inaccettabile che un ministro faccia ricorso contro i propri medici cioè contro le persone che lui amministra e quindi che dovrebbe tutelare".
“Next”, Citro: “Protocollo tachipirina invenzione? Allora Speranza contro cosa ha fatto ricorso?”
"All'indomani di quella sentenza storica del Tar - ricorda il medico - egli fece subito ricorso al Consiglio di Stato che ovviamente gli ha dato ragione e quindi ha riammesso il protocollo. Di recente poi l'ex ministro Speranza, alla presentazione del libro, ha fatto due affermazioni in una. Ha detto che il protocollo tachipirina e vigile attesa non è mai esistito e che era un'invenzione dei no vax".
"A parte la stupidaggine sui no vax che non merita neanche il commento - sottolinea Citro Della Riva - però l'ex ministro speranza dovrebbe spiegarci contro che cosa ha fatto ricorso al Consiglio di Stato se il protocollo non esisteva. E il Consiglio di Stato ha detto di riammettere ciò che non esisteva? È un'offesa alla ragione e all'intelligenza di noi tutti cittadini, perché non c'è bisogno di essere medici si tratta di buon senso".
"Dopodiché quello che a me ha dato più fastidio - ha aggiunto Citro Della Riva - non è stato tanto sentire nei video della presentazione le stupidaggini dette, ma vedere una collega che si è alzata per dire che quelle direttive non le aveva mai viste".
"Classe medica divisa tra quelli proni al sistema e quelli che fanno i medici"
Per Citro Della Riva "abbiamo una classe medica divisa tra coloro che sono, come diceva prima il dottor Mariano Amici, supinamente proni al sistema che li foraggia e quelli che fanno i medici. Fare il medico vuol dire essere dalla parte di coloro che soffrono, cioè dei malati. È possibile dire una cosa di questo genere se io stesso che non sono più medico della mutua da trent'anni, ho tutte quelle direttive che l'Aifa mandava ai vari medici della mutua? Quindi stiamo negando l'evidenza, questo questo è veramente grave".
"Quelle parole del Consiglio di Stato sono altrettanto false - conclude Citro Della Riva - perché il Consiglio di Stato ha detto non si trattava di obblighi, ma di suggerimenti quindi raccomandazioni. Nel mio libro 'Apocalisse. Li hanno lasciati morire' ho riportato anche il riferimento di una di queste direttive che dice chiaramente 'in caso di Covid-19 non si devono usare antibiotici'. La lingua italiana è quella: 'non si devono' non è una raccomandazione, è un obbligo".