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Next - Speciale Ucraina, Andrea Lucidi: "Donbass attende di conoscere il proprio futuro"

Next - Speciale Ucraina, Andrea Lucidi: "Donbass attende di conoscere il proprio futuro"

COPERTINA LUCIDI

Tre anni sono trascorsi dallo scoppio del conflitto russo-ucraino, una crisi che continua a lasciare profonde ferite a livello globale. In occasione di questa ricorrenza, Radio Roma, in partnership con Assodigit, 1Life e Nexus Edizioni, ha proposto un approfondimento in prima serata dal titolo "NEXT - SPECIALE UCRAINA". Con la guida del giornalista Davide G. Porro, la trasmissione ha riunito analisti di rilievo da Italia e estero, offrendo una panoramica dettagliata sugli sviluppi geopolitici, le dinamiche diplomatiche e il ruolo delle superpotenze nel contesto bellico.

Andrea Lucidi a "Next", una fotografia dal Donbass

Tra i temi centrali della puntata, le sfide per raggiungere una risoluzione pacifica e l'impatto del conflitto sull'equilibrio internazionale, con interventi che hanno messo in luce dati aggiornati e scenari futuri. Fra questi, il collegamento con Andrea Lucidi, corrispondente dal Donbass.

"Naturalmente le trattative di pace, o meglio questi sondaggi per verificare se effettivamente c'è la possibilità di un terreno fertile per delle trattative di pace, sono state accolte dalla popolazione con molto favore" ha spiegato Lucidi.

"Stiamo parlando, per quanto riguarda la popolazione di Doneck e Lugansk, di persone che vivono la guerra dal 2014, da 11 anni quasi, quindi si tratta di persone che vedono la pace quasi come un miraggio, ci sono dei ragazzi che sono cresciuti con la guerra, dei bambini - i bambini che adesso hanno 8, 9, 10 anni - nati con la guerra, cresciuti con questo clima di perenne allerta, di perenne allarme, di bombardamenti, di rifugi anti aerei, quasi non hanno idea di com'è la vita normale senza tutto questo... e quindi naturalmente la possibilità, perché adesso parliamo ancora di una possibilità di pace, viene accolta con estremo favore".

Quale futuro per gli abitanti del Donbass

"Questo succede anche nelle altre regioni, a Zaporižžja e Kherson, che sono le nuove regioni russe dove prima del 2014 praticamente non c'era nulla; queste regioni erano state toccate appena dall'operazione antiterrorismo ucraina dell'aprile 2014 contro il movimento Anti-Maidan, però naturalmente anche per le ex regioni ucraine rivendicate dalla Russia, anche per loro, per questa popolazione, la pace sarebbe una gran cosa, ritornare a una situazione normale e avere una prospettiva stabile di futuro" ha aggiunto Lucidi.

"Uno dei grandi problemi per la popolazione civile è proprio questo: non riuscire a capire quale sarà il loro futuro. Staremo davvero con la Russia? Ritorneremo in Ucraina? Ci sono magari imprenditori che esitano a fare investimenti in queste regioni perché non sanno poi se effettivamente potranno continuare a lavorarvi e quindi la possibilità di un trattato di pace che stabilisca in maniera inoppugnabile, in maniera chiara per il futuro quale sarà la posizione di questi territori, è senz'altro molto importante".