Il Tribunale di Roma ha emesso condanne per 240 anni nel processo Propaggine. Ventidue imputati sono stati riconosciuti colpevoli di associazione mafiosa. La sentenza conferma l'esistenza della prima "locale" di 'ndrangheta a Roma. Al vertice figurava Vincenzo Alvaro, condannato alla pena di 24 anni. L'organizzazione era legata alle potenti cosche reggine di Cosoleto e Sinopoli. Le indagini hanno svelato infiltrazioni mafiose nel commercio e nella finanza. La struttura operava con autonomia decisionale nel cuore della Capitale. Il procuratore Lo Voi ha sottolineato la gravità del radicamento criminale. L'inchiesta ha colpito una fitta rete di prestanome e società di copertura. Il clan gestiva affari illeciti nel settore ittico e nella ristorazione romana. La sentenza di primo grado segue le conferme già arrivate dalla Cassazione. Roma non è più considerata solo terra di investimenti, ma sede di cosche.