La musica ha un linguaggio universale. Oltre ad essere un imponente strumento di denuncia e riflessione, può arrivare a tutti indistintamente, raccontando storie di emarginazione, ingiustizie, povertà e culture. La musica è un linguaggio universale che abbatte barriere, generando catartiche emozioni e connessioni oltre i confini.
Rita De Angelis, responsabile ASI (Associazione Sportiva e Sociale Italiana), settore musica, afferma infatti che oggi purtroppo è difficile avere per i giovani, dei punti di riferimento importanti ma, “La musica può essere quel punto di riferimento e quella valvola di sfogo, dove un giovane può raccontare le sue emozioni, sfogare la sua rabbia e chiedere un aiuto. Musicalmente si può trasmettere anche il bisogno di aiuto. Nel terzo settore è un veicolo importante, essendo un linguaggio universale. I ragazzi quando suonano o parlano tra di loro di musica, abbattono tutte le barriere. Li non c’è una diversità di cultura, religione, orientamento sessuale, di identità nazionale. Con le sette note, riescono a unire e a trasmettere ciò che hanno dentro”.
SonoAlaska e Fedele, nella grande famiglia di ASI, portano avanti da sempre questo messaggio musicale. Tra premiazioni e partecipazioni ai vari Contest però, probabilmente il successo più desiderato, è stato quello di far arrivare al pubblico, di ogni generazione, cosa si custodisce dentro. La bellezza dei momenti felici e il bisogno di affrontare i momenti complessi. Perchè, anche il dolore, come la felicità, alle volte può essere una grande opportunità.
Questo dolore, diventa protagonista indiscusso dell’ultimo singolo di SonoAlaska, perdutamente innamorata di tutte le sfaccettature della musica sin da piccolissima, dal titolo “Dolore Amico”. Si tratta di “Un dolore che sarà sempre presente nella nostra vita - dice l’artista - rappresentando lo come un amico che c’è, poi scompare, ma tanto ritorna sempre. Quel compagno che sta sempre lì che dobbiamo accettare, farci amicizia, ma non deve essere troppo invadente per evitare che prenda il sopravvento e diventi pericoloso”. “Come i lupi” è una canzone d’amore invece, immersa in un’atmosfera fiabesca dove “c’è comunque una paura di innamorarsi e conoscersi - continua - perchè a volte l’amore può far paura”.
Fedele, pur avendo intrapreso un percorso completamente differente, è perfettamente d’accordo sulla visione della musica come uno strumento imprescindibile per comunicare. Ma anche un’immensa passione, per cui non esiste il piano B! “Io inizio a scrivere all’età di 8 anni e scrivevo poesie. Partecipavo a dei Contest che si facevano tra scuole di Roma, vincendo dei premi. Sono nato quindi per la scrittura. All’età di tredici anni ho scritto la mia prima canzone, da lì ho usato la scrittura come valvola di sfogo. E mi ha aiutato molto a far uscire fuori le mie emozioni” - dice Fedele. Ha vinto il primo posto del Contest “Porta di Roma Live” conquistando tutti per queste meravigliose emozioni. “Roma si accende” e “Balli da sola” tra i più caratteristici di un talento e un grande amore che non tramonterà mai.
La musica è vita, la musica è passione. La musica è un canale universale, ma sopratutto il solo mondo in cui nessuno mai potrà essere giudicato.