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Municipio IV: in arrivo il progetto di assistenza sanitaria a distanza per anziani e disabili

Municipio IV: in arrivo il progetto di assistenza sanitaria a distanza per anziani e disabili

telemedicina

A Roma, in particolar modo tra i quartieri di Casal Bruciato e Pietralata, l’assistenza sanitaria apre le porte ad una nuova frontiera: quella della domotica e telemedicina.

Braccialetti salvavita, sensori per fumo e gas, rilevatori di caduta: sono solo alcuni degli strumenti protagonisti di un nuovo progetto sperimentale promosso dal IV Municipio della Capitale, con l’obiettivo di migliorare l’assistenza domiciliare per persone con disabilità e anziani.

Il programma, della durata di otto mesi, prevede il telemonitoraggio di pazienti direttamente da casa, grazie al collegamento dei dispositivi ai familiari e al numero 112. Tutto questo garantirebbe maggiore sicurezza e autonomia fra le mura di casa e nei casi di emergenza, permetterebbe la rapidità degli interventi.

In IV Municipio – dichiara Massimiliano Umberti, presidente del IV Municipio di Roma – abbiamo pubblicato un bando dal valore di 30mila euro per un progetto sperimentale di otto mesi, che mira alla sicurezza domestica degli anziani, delle persone disabili e anche ad allontanare fenomeni di isolamento. Tutto questo, attraverso la domotica: un’assistenza sociale 2.0. Mi auguro che questo progetto possa andare bene e che possa essere replicato in tanti altri territori di Roma Capitale, perché questo è il futuro. Il futuro della medicina e il futuro dell’assistenza sanitaria”.

Al centro, il processo formativo: familiari e utenti verranno infatti guidati all’uso e al perfezionamento delle tecnologie. Assistenti sociali saranno invece incaricati del coordinamento.

Il rapporto tra telemedicina, tecnologie innovative e tutela della salute dell’anziano – aggiunge il Prof. Antonio Vittorino Gaddi, presidente SIT (Società Italiana Telemedicina) – è un elemento strategico, critico, importantissimo dello sviluppo del futuro sistema sanitario nazionale, pubblico e anche quello privato, per il nostro paese. Si devono tenere presenti però due considerazioni fondamentali. La prima è che dal punto di vista etico, sociologico, antropologico, psicologico, è utile, è opportuno andare a studiare tutti quei mezzi tecnologici che rispondano veramente ai bisogni reali e percepiti dell’anziano, facendo in modo che l’anziano possa fruire in modo perfetto delle tecnologie e che non ne diventi schiavo. Ma vi è una seconda considerazione di natura più specificamente scientifica e clinica, ovvero che, di tutte queste applicazioni di tecnologie sulla salute dell’anziano, bisogna documentare in modo inequivocabile l’efficacia, l’utilità e anche la ‘safety’, la tollerabilità”.