Monteverde: rapina violenta a casa di uno studente. Arrestati i cinque banditi
Ospite in collegamento a Non solo Roma: Michela Anniballi, redazione "Roma Daily News"Un altro episodio di rapina violenta ha avuto luogo a Monteverde Vecchio lo scorso 19 marzo, dove un giovane studente di 19 anni è stato aggredito e minacciato da cinque rapinatori. I malviventi sono entrati nell’abitazione della vittima, forzando una porta finestra con strumenti da scasso. Erano armati di martello.
Una volta dentro hanno minacciato il ragazzo: “Se chiami qualcuno ti ammazziamo”. Dopo le percosse, i ladri hanno preso 500 euro in contante e hanno messo sotto sopra la casa, lasciando l’appartamento danneggiato.
Sono scesi in strada, sono saliti su un’auto sportiva noleggiata con un contratto intestato a un prestanome, che ora potrebbe essere indagato. Questo però non è bastato ad evitare l’arresto. Nonostante lo choc il giovane è riuscito a chiedere aiuto. Ha denunciato il fatto ai carabinieri, dando inizio alle indagini.
Gli investigatori dell’Arma, coordinati dal procuratore Giovanni Conzo, hanno acquisito le telecamere della zona individuando 5 persone, tra cui un 19enne. Dopo una fase di appostamento e pedinamento, il gruppo è stato catturato nella zona di Tor Sapienza. Il fermo dei quattro rapinatori è stato convalidato dal giudice per le indagini preliminari (GIP), che ha disposto nei loro confronti una misura cautelare in carcere. Nel frattempo, è stato denunciato anche il 19enne che ha partecipato al crimine insieme ai banditi. Le indagini proseguono per accertare se il gruppo sia responsabile di altre rapine
Cade da un'altezza di 10mt: perde la vita 28enne di Veroli
Un tragico incidente ha scosso la comunità di Veroli e dintorni con la morte di Beatrice Sgroia, una giovane di 28 anni, madre di due bambini piccoli, sposata e molto conosciuta nella zona. La ragazza è deceduta il 24 marzo dopo una drammatica caduta da un’altezza di dieci metri in una cava, mentre stava facendo una passeggiata e raccogliendo asparagi selvatici.
Beatrice era uscita da sola per una passeggiata in campagna, ma il destino le ha riservato una tragica fine. Mentre camminava, ha messo un piede su un sasso che ha ceduto, facendola precipitare nel dirupo sottostante. Il volo di dieci metri non le ha lasciato scampo: è morta sul colpo. A dare l’allarme è stato un suo amico, che, in videochiamata con lei in quel momento, ha assistito alla scena e ha chiamato immediatamente il 112. Nonostante l’intervento tempestivo dei soccorsi, purtroppo non c’è stato nulla da fare per salvarla.
Il chirurgo di Simonetta Kalfus era già sottoposto a indagini per irregolarità professionali
Il medico chirurgo di 73 anni, indagato per la morte di Simonetta Kalfus, la sessantaduenne deceduta dopo un intervento di liposuzione il 18 marzo scorso, era già noto ai Carabinieri del Nucleo Antisofisticazioni e alla magistratura per diverse irregolarità nelle sue pratiche professionali. Le indagini, che da tempo monitorano l’attività del medico, hanno portato a sequestri, perquisizioni e la scoperta di condizioni igieniche precarie nel suo studio, situato nella zona di Re di Roma.
Il medico, già condannato a un anno di reclusione per lesioni colpose a seguito di un intervento chirurgico mal riuscito su un’altra paziente nel 2017, è stato al centro di un’indagine condotta dai Nas anche nel 2023. In quella circostanza, gli inquirenti hanno trovato nel suo studio una serie di irregolarità, tra cui protesi mammarie accatastate in modo disorganizzato e senza alcuna precauzione igienica.
Le protesi erano ammassate su una scrivania, accanto a un computer e in sacchetti di plastica, senza le adeguate confezioni di sicurezza. Inoltre, sono stati riscontrati altri gravi difetti nella gestione dell’ambulatorio, tra cui l’assenza di personale qualificato e la mancanza delle necessarie autorizzazioni.
Garbatella contro le riprese de “I Cesaroni”
Il ritorno de I Cesaroni, la celebre serie televisiva che ha fatto della Garbatella uno dei suoi punti di forza, non ha avuto l’effetto sperato in tutti i residenti del quartiere. Se da una parte i fan sono entusiasti per il ritorno della serie, dopo undici anni di assenza, dall’altra parte, il quartiere romano si trova a fronteggiare i disagi causati dalle riprese. La protesta è esplosa in seguito alla decisione di istituire divieti di sosta in alcune delle principali vie della Garbatella, una misura che ha suscitato l’indignazione dei residenti.
Dal 26 marzo all’8 aprile, piazza Damiano Sauli e altre nove strade della Garbatella sono soggette a divieti di sosta 24 ore su 24, con l’intento di permettere le riprese della serie e il posizionamento dei mezzi della casa di produzione. Tra le strade coinvolte ci sono via Rho, via Comboni, via Montuori, via Magnaghi, via Passino, via Macigni Strozzi, via delle Sette Chiese, via Tolli, e via Drago Mazzini. Una decisione che ha creato numerosi disagi ai residenti, che hanno visto centinaia di posti auto scomparire temporaneamente.