Monte Mario, l'asfalto nella riserva fa storcere il naso ai residenti: "Non c'era nessuna alternativa?"
Ospite in collegamento: Luisa Sodano, presidente dell'associazione "Insieme 17"Suona un po' come un controsenso il fatto che in una Roma che si sta impegnando per contrastare il cambiamento climatico, si pensi di asfaltare un'intera area della riserva naturale Monte Mario. Siamo nella strada di accesso a Villa Mazzanti, sede operativa di Roma Natura: con un finanziamento di 150mila euro, gli undici tornanti che attraversano la riserva naturale, da villa Mazzanti a Casale Gomenizza, sono stati completamente asfaltati.
Lavori che non sono piaciuti agli ambientalisti e alle associazioni del territorio, che hanno contestato i lavori e chiesto chiarimenti. Il tutto, però, è caduto nel vuoto: dal Campidoglio nessuna risposta. Ai cittadini avrebbe risposto la sovrintendenza capitolina e l’assessorato all’ambiente ha rimandato le responsabilità in capo a Roma Natura.
Insieme 17: "Non è stato un rifacimento"
"Possibile non si siano studiate alternative? Si poteva riportare in superficie la base originaria, quindi non possiamo parlare di rifacimento ma di asfaltatura a tutti gli effetti perché l'originario fondo era caratterizzato da ciottoli" ha sottolineato Luisa Sodano.
Il nodo su cui insiste l'associazione è legato soprattutto ad una questione climatica e ambientale: “In molte altre città si sta procedendo in direzione opposta, depavimentando ove possibile strade e piazze, o comunque utilizzando conglomerati leggeri che non amplifichino il calore”. Ed è, in realtà, una scelta che sta adottando anche Roma: il 9 ottobre, il direttore dell’ufficio clima ha presentato in Campidoglio "l'atlante delle pavimentazioni che riducono il surriscaldamento estivo nelle aree urbane”. E allora perché questi lavori?
La spiegazione di Roma Natura
Dalla sua, Roma Natura spiega che questa è stata l'unica soluzione possibile: la pavimentazione preesistente era gravemente ammalorata da tempo e, a quanto pare, il viale asfaltato costituisce l’unico accesso carrabile alla sede dell’Ente Roma Natura e consente il transito dei mezzi di soccorso, della protezione civile e dei vigili del fuoco, oltre ai mezzi di servizio.
Insomma una scelta in controtendenza rispetto a quanto si vede in altri quadranti, ma indirizzata verso sicurezza e accessibilità.


