Ricerca nel Sito

Minori scomparsi, nel 2025 oltre 1.000 segnalazioni: Lazio quarta regione - VIDEO

Minori scomparsi, nel 2025 oltre 1.000 segnalazioni: Lazio quarta regione - VIDEO

MINORI

Minori scomparsi, nel 2025 oltre 1.000 segnalazioni: Lazio quarta regione

Ospite in collegamento: Laura Barbieri, presidente di Penelope Lazio

La nostra regione, il Lazio, è al quarto posto su scala nazionale per quanto riguarda il drammatico fenomeno dei minori scomparsi. Nel 2025 sono state 1.417 le segnalazioni, con una percentuale del 7,9%. I dati sono stati diffusi in occasione della Giornata internazionale del 25 maggio: una ricorrenza che ci impone una riflessione, ma anche un'analisi profonda del fenomeno.

La Regione è la prima in Italia ad aver istituito una commissione dedicata alle persone scomparse, con attenzione specifica ai minori che diventano "fantasmi", un segnale di riconoscimento istituzionale di un'emergenza sociale che attraversa anche Roma e il suo hinterland.

Il quadro nel Lazio e il focus su Roma

Nel Dossier 2026 della Fondazione S.O.S il Telefono Azzurro Ets, intitolato "La scomparsa dei bambini e degli adolescenti nell'era del digitale e dell'intelligenza artificiale", il Lazio concentra il 7,9% delle segnalazioni nazionali relative alla scomparsa di minori nel 2025, pari a 1.417 segnalazioni. La Regione risulta la quarta per quota dopo Sicilia, Lombardia e Campania.

La Capitale incide in modo determinante: a Roma sono state registrate 1.059 segnalazioni, oltre il 74% del totale regionale. A livello nazionale la provincia conta il 5,9% delle segnalazioni ed è la terza per quota dopo Trapani e Agrigento, confermando il rilievo della dimensione metropolitana. Il dato va letto insieme agli indicatori standardizzati del Commissario straordinario, perché peso territoriale e intensità rispetto alla popolazione non coincidono sempre.

Tipologie di scomparsa e fattori di rischio

La scomparsa non ha mai un solo volto: rapimento, sottrazione familiare, fughe ripetute, fino ad arrivare agli allontanamenti da comunità o alle separazioni durante conflitti o migrazioni forzate. A incidere in modo significativo è anche il contesto nel quale crescono o si trovano i minori, nonché la provenienza: per i minori nati in Italia da famiglie italiane i casi si risolvono in più del 60% dei casi, ma con possibili recidive legate a criticità ambientali irrisolte; la percentuale di soluzione scende, invece, per i minori stranieri.

L'ombra della criminalità

"C'è un fenomeno che a noi preoccupa in modo particolare - ha sottolineato Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro - ed è l'avvicinamento dei minori da parte degli adulti per finalità criminali usando molte volte strumenti digitali, ovvero il grooming" (per grooming intendiamo adescamento in rete).

"Le vittime spesso non hanno una protezione adeguata - continua Caffo - e vengono dunque facilmente avvicinati, convinti e coinvolti anche per l'assenza di "difese" come un sistema familiare o una rete di protezione sociale". Numeri e casi che nascondono, dunque, storie di ragazzi che non hanno punti di riferimento, di chi è scappato per difficoltà, di chi è stato vittima di violenza.

Criminalità e adescamento a Roma e sul litorale

Sul territorio romano, consorterie criminali sfruttano i social per arruolare ragazzi promettendo denaro e impunità, indirizzandoli verso reati come il traffico e lo spaccio di stupefacenti. Ad Ostia, piazze di spaccio allestite in appartamenti popolari hanno coinvolto numerosi minori seguendo questo schema.

La commissione regionale nasce per rafforzare quella "rete" di protezione che comprende famiglie e comunità, in un contesto in cui resta il sommerso: scomparse non denunciate e minori che nessuno cerca.