Ricerca nel Sito

Michele Santoro: cronache di una penna libera (VIDEO)

Michele Santoro: cronache di una penna libera (VIDEO)

Michele Santoro

Il personaggio del giorno: Michele Santoro

Michele Santoro, giornalista, conduttore, autore e produttore televisivo, nonchè politico, nacque a Salerno il 2 luglio del 1951.

Il padre, Leonardo, fu un macchinista ferroviario originario di Monteverde, mentre la madre, Gioconda morì durante il parto mentre stava dando alla luce suo fratello minore. All’epoca Santoro, aveva solo sei anni.

Conseguì la laurea in filosofia presso l’Università degli Studi di Salerno, scegliendo Biagio De Giovanni, filosofo e parlamentare europeo, come relatore. Contemporaneamente intraprese sia l’interesse politico che il percorso giornalistico: il primo nel gruppo maoista Unione Comunisti Italiani; il secondo, sul periodico Servire il popolo.

Ben presto divenne anche direttore del quindicinale del PCI campano La voce della Campania, per nove mesi. Venne poi allontanato per le sue posizioni eterodosse rispetto alla linea ufficiale del partito. L’Unità, Epoca e Il Mattino, furono in seguito, le testate tra le più importanti con le quali collaborò. Ad arricchire la sua carriera, arrivarono anche le richieste di conduzione: la prima grande opportunità avvenne in Rai, come conduttore di Rubriche e autore di Sceneggiati radiofonici.

In tv invece, debutta nel 1982, con una esperienza agli esteri e con la vicedirezione del TG3. Molti format che ad oggi rientrano nella storia della televisione italiana come Samarcanda, Il rosso e il nero e Tempo reale, sono targati Michele Santoro, sia nella parte autoriale che di conduzione.

Per qualche tempo passò alle reti Mediaset, in concomitanza con la vittoria de L’Ulivo alle elezioni del 1996, decisiva per il raffreddamento dei rapporti con i vertici Rai. Divenne direttore della testata Moby Dick, successivamente trasmesso in tv, in prima serata su Italia 1. Il giornalista spiegò che il titolo del format, tratto dall’omonimo romanzo di Melville, rappresentava l’ambiguità della realtà “[..] quando sembra di averla a portata di mano, ci si accorge che ci sta sfuggendo. E allora la caccia alla balena può essere la caccia alla verità […]”.

Notevoli furono le sue esperienze televisive. Dopo Moby Dick tornò in Rai. Nel 2002, durante una conferenza stampa, Michele Santoro, Enzo Biagi e Daniele Luttazzi, furono duramente attaccati dall’allora presidente del Consiglio Silvio Berlusconi per aver fatto “Un uso criminoso della televisione pubblica” - l’Editto Bulgaro.

Probabilmente, Annozero fu uno dei programmi più conosciuti del conduttore. Articolato in undici puntate e con ospiti fissi tra cui il giornalista Marco Travaglio e il vignettista Vauro. Seguirono anche Raiperunanotte, Servizio Pubblico, Radicale, Italia e Tutti in piedi.

Curiosità

  • Da bambino, aiutava la sua famiglia in diverse attività che gestivano sulla costiera amalfitana, tra cui, negozi di abbigliamento;
  • Insieme a Maurizio Costanzo, è stato designato per avere al suo fianco una scorta, che decise però di declinare. Costanzo, come è noto, non fece lo stesso;
  • La nonna acquisita di Santoro, realizzava abiti per Eduardo De Filippo: “Ricordo che io avevo 8 o 9 anni e lui doveva girare uno sceneggiato tv. Eduardo voleva fare un casting di bambini e chiese a mia nonna di farmi partecipare. Lei rispose di no, ‘suo padre vuole che studi’. Anni dopo lo reincontrai per un’intervista e mi presentai: ‘Maestro, si ricorda? Sono il nipote della Mariannina” - ha rivelato ad Avvenire.