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Metro C, Il destino degli alberi. I comitati scrivono, Alfonsi risponde

Metro C, Il destino degli alberi. I comitati scrivono, Alfonsi risponde

Foto di: Bruno Gambacorta

A domanda segue risposta, il tutto senza urlare e con toni pacati. E non fa eccezione la richiesta avanzata, tramite lettera aperta all’indirizzo del campidoglio, dall’Associazione Prati Verde, dal Comitato Aurelio per l’ambiente, da Insieme 17 Aps e da Tutti per Roma. Roma per Tutti, di maggiore trasparenza da parte del Comune verso i cittadini per quanto riguarda le informazioni, i numeri e la futura partecipazione sul tema del verde pubblico e sull'impatto dei lavori per la metro C.

La richiesta, infatti, ha ottenuto una risposta scritta a firma dell’assessora all’Ambiente, Sabrina Alfonsi, che ha innanzitutto ringraziato le realtà per l’approccio utilizzato nella lettera definendolo “laico”, quindi contrapposto ai “toni urlati” e alle “fake news” che ruotano talvolta attorno al dibattito sul verde, e poi ha parlato di numeri.

Ma in capo a tutto c’è una premessa: “L'apertura dei cantieri per il prolungamento della linea metro C verso il quadrante nord-ovest della città ha posto in chiaro, con ancora maggiore evidenza, il tema di come far coesistere due interessi pubblici ugualmente significativi ed in apparente contrasto tra loro. Da una parte, l'esigenza di andare avanti spediti nel percorso di modernizzazione della città, potenziando il sistema del trasporto pubblico urbano attraverso nuove linee ad elevata capacità ed efficienza. Dall'altra, l'interesse altrettanto significativo di limitare al massimo l'impatto negativo che tali opere pubbliche - ribadisco necessarie - possono avere sull'infrastruttura verde della città, ed in particolare sugli alberi, soprattutto in considerazione del lavoro ecosistemico che questi svolgono anche in relazione ai cambiamenti climatici in corso”.

Nessuna discussione sui lavori per il prolungamento della Metro C in una città come Roma, ma solo un confronto sano e un augurio a fare sempre meglio e insieme, rispettando l’ambiente e le persone.

Numeri alla mano

Verifiche finite, un numero pari a 259 alberi – su 375 censiti – è risultato non compatibile con i lavori per la realizzazione della metro. “Il progetto esecutivo presentato da Metro C prevedeva inizialmente che di questi 259 esemplari interferenti 71 potevano essere trapiantati in altri siti e 188 fossero destinati all'abbattimento”. Allora si è provveduto a rimodulare gli interventi, “avviando al trapianto il maggior numero di esemplari possibile, tra cui molti di quelli inizialmente destinati all'abbattimento”.

Continua: “In fase di esecuzione di questi interventi di espianto, le verifiche più approfondite di ordine tecnico e operativo eseguite in loco hanno determinato una ulteriore variazione dei numeri degli alberi soggetti a trapianto”. Infatti vari esemplari erano caratterizzati da “condizioni fitostatiche precarie, non compatibili con lo stress del trapianto; altri erano radicati in siti a forte contatto con sottoservizi quali rete idrica o elettrica, che non permettevano un'adeguata zollatura dell'esemplare per il successivo trapianto”.

E poi, per i cipressi di viale Mazzini, ad esempio, “avevano dimensioni tali da non poter essere trapiantati”.

Tiriamo le somme: “complessivamente sono stati effettuati interventi su un totale di 259 alberature, con 142 trapianti, a fronte dei 71 inizialmente previsti, 84 rilasci in situ e 33 abbattimenti, rispetto ai 188 previsti dal progetto iniziale”.

Da aggiungere che “nell'ambito dei lavori di compensazione immediata è prevista anche la realizzazione, sempre in collaborazione con Sapienza, di 4 Tiny Forest da collocare in ambito municipale a Monte Mario е nell'area verde di Via Sabotino”.

Si piantano nuovi alberi?

E forse, ancora più del resto, si tira un sospiro di sollievo per questo passaggio: “Le piantumazioni finali, previste da progetto per la sistemazione finale delle aree di superficie delle nuove stazioni, sono 156: Sia le compensazioni contestuali che quelle post opera vengono effettuate utilizzando esemplari arborei giovani di altezza compresa tra 4,0 e 4,5 metri e con diametro del tronco di 30-35 cm”.

Si parla anche dei giardini

La rilevata contraddizione tra le riqualificazioni recenti dei giardini di Castel Sant'Angelo e di Viale e Piazza Mazzini e l'insediamento su parte di essi dei cantieri per la costruzione delle nuove stazioni Metro, al tempo in cui quegli interventi sono stati finanziati e progettati non si conosceva l'effettiva incidenza dell'impatto dei cantieri e nemmeno le date di inizio dei lavori. L'unico dato disponibile era che i cantieri avrebbero occupato una porzione percentualmente trascurabile dei siti. La maggior parte degli interventi di riqualificazione da eseguire nei due giardini avrebbe riguardato la cura di piante adulte e la sistemazione di parti di pavimentazioni o muretti ammalorati. Trattandosi di giardini pubblici ad alta frequentazione, questo genere di manutenzione sarebbe stata comunque necessaria, per cui si è deciso di procedere comunque con i lavori, anche in considerazione del fatto che le aree in questione sarebbero state oggetto di ripristino della sistemazione esterna a cura di Metro C al termine degli interventi”.

La reazione dei comitati alla lettera di Alfonsi

Non una risposta breve, ma una lettera lunga, dettagliata, dove sono state affrontate varie questioni e che è stata ben accolta dai comitati, dei quali noi di Radio Roma abbiamo raccolto le impressioni post lettera.

Abbiamo ricevuto queste informazioni che vanno a colmare sicuramente una lacuna informativa che vorremmo non si ripetesse in futuro e vorremmo sin d'ora candidarci alla prosecuzione di un percorso di informazione costante della cittadinanza attraverso canali calmi, sereni, di confronto civico, che sono i nostri preferiti da sempre” ha dichiarato alle telecamere di Radio Roma Daniela Brignone, presidente dell’associazione "Prati verde".

La lettera di risposta dell' Assessora Alfonsi alla nostra del 31 marzo ha chiarito alcuni dubbi ed equivoci che si erano creati, subito dopo l'avvio dei cantieri Metro C, circa il destino delle alberature comprese nelle aree interessate dai lavori. Siamo molto soddisfatti delle risposte puntuali ricevute. Tuttavia auspichiamo che vengano prese in considerazione anche le questioni più generali che erano state poste nella nostra lettera: le difficoltà nel coordinamento fra i diversi dipartimenti, l'insufficiente e tardiva informazione rispetto alle numerose importanti opere di trasformazione della città attualmente in corso. Esse sono senza dubbio necessarie, ma comportano per la cittadinanza disagi che devono essere compresi e mitigati, per quanto possibile, dall' Amministrazione” commentano da “Tutti per Roma, Roma per tutti”.

Nella cantierizzazione delle 4 aree della metro C nel Municipio I (Chiesa Nuova, piazza Pia/Castel Sant'Angelo, Ottaviano/Barletta, Clodio/Mazzini) è mancata un'adeguata informazione preventiva, base della trasparenza nei rapporti con i cittadini, sul destino degli alberi, molti di grande fusto, ivi situati. Ciò ha generato nella comunità civica confusione, disinformazione e sconcerto nel vedere aree di grande pregio, anche vincolate, modificare il loro profilo paesaggistico e il loro valore ecosistemico. La lettera dell'Assessora all'Ambiente Sabrina Alfonsi, di risposta a una richiesta di 4 associazioni civiche, precisa che dei 375 alberi censiti nelle aree cantierate 33 (il 9%) sono stati abbattuti e 142 (il 38%) sono stati espiantati. Prospetta inoltre la messa a dimora di 156 alberi a fine lavori. Finalmente c'è sufficiente chiarezza sui dati. Avremmo preferito che ci fosse stata anche prima e durante la cantierizzazione” ammettono da Insieme 17 Aps.

Queste dichiarazioni vengono sottoscritte dal Comitato Aurelio per l’ambiente.