Nell’arte, il cinema ed il teatro, pur evolvendosi con il passare del tempo, continuano a essere veicoli di messaggi fondamentali.
Le storie riflettono la società, esplorano le emozioni umane e spingono inevitabilmente alla riflessione. Queste forme artistiche, sia sul grande schermo che sul palcoscenico, hanno il dono di parlare direttamente al cuore e alla mente, affrontando temi universali che travalicano epoche e mode.
Maurizio Tesori, attore, regista e sceneggiatore, racconta il cortometraggio da lui scritto e diretto “Memoria Viri”: “La memoria di un uomo, in italiano, per coloro che non lo sanno. Memoria Viri è la storia di un uomo che siede all’interno di un ufficio e osserva le persone dall’altra parte della vetrata. Osserva con attenzione i loro volti, fino a immaginarseli all’interno di incontri fittizi, apparentemente fittizi. Vede, ad esempio, un ragazzo e una ragazza e se li immagina al ristorante, al primo appuntamento. Vede un padre e una figlia e se li immagina all’interno di un parco […] alla fine si scopre che questi incontri hanno un significato. Infatti, lui sta rivivendo il suo passato tramite i volti di altre persone e sta percorrendo i quattro momenti catartici della sua vita che lo hanno portato ad una tragica situazione […]”.
Il cortometraggio è da sempre, una forma d’arte visiva che attraverso la brevità e al tempo stesso l’intensità, racconta storie profonde, emozionanti. “La cosa interessante - aggiunge infatti Maurizio - di poter realizzare un cortometraggio, è quello di dire tutto in poco tempo. E’ molto difficile, ma se riesce, è un risultato per cui vale la pena lavorare sicuramente […] per artisti emergenti come me, realizzare cortometraggi è una grande opportunità per esprimersi”.
Memoria Viri, che vede tra i protagonisti, Jonis Bascir, Paolo Gasparini ed Emanuela Tittocchia, è solo il primo dei preziosi progetti. In preparazione, ce ne sono altri due, che uniti al precedente, formeranno una vera e propria trilogia, o meglio, un lungometraggio diviso in tre capitoli “E - specifica Maurizio - sono tre storie che hanno delle similitudini […] che trattano il tema del trauma post mortem […]”.
Un’idea che nasce per caso, quando Maurizio, trovandosi immerso in una semplice scena quotidiana, immagina di poter raccontare storie di persone, osservate dagli occhi di un uomo. Un progetto che vuole raccontare dei frammenti, mai banali e che “fra cinquant’anni”saranno indubbiamente ricordati.