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Medicina, flop per il semestre filtro: troppi ostacoli e studenti in affanno

Medicina, flop per il semestre filtro: troppi ostacoli e studenti in affanno

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Un confronto acceso, tra tensioni, incomprensioni, paura di perdere anni di studio e grande frustrazione per non aver, ancora una volta, raggiunto il proprio obiettivo: quello di poter studiare medicina.

Per l’accesso alla facoltà, si è detto addio ormai da tempo al test di ingresso, sostituito a seguito della riforma Bernini, dal cosiddetto 'semestre filtro'. Una selezione che sarebbe quindi dovuta scattare dopo sei mesi, per promuovere più meritocrazia e più medici per il futuro, ma così non è stato.

La riforma, che sin dall’inizio aveva destato numerosi dubbi, come raccontato dagli studenti stessi, si è rivelata disastrosa: errori di prospettiva nei test, incongruità, irregolarità e difetti. Nella prima prova, quella di novembre, i promossi nelle tre materie previste (come Fisica Medica, Chimica e Propedeutica Biochimica e Biologia), sono stati circa il 10 per cento degli iscritti: un numero decisamente inferiore rispetto a quello dei posti da ricoprire.

Per gli esiti della seconda prova invece, quella di dicembre, si dovrà attendere il 12 gennaio, ma nel frattempo la situazione non accenna a placarsi. Proteste studentesche, critiche, polemiche, nonchè un tentativo di confronto con la Ministra Bernini, rivelatosi anch’esso un totale fallimento.

"Sono stato partecipe di una contestazione fatta alla Ministra Bernini - dichiara Leonardo, studente del semestre filtro presso La Sapienza di Roma - una contestazione [...] nella quale chiedevamo risposte che ancora oggi non abbiamo in merito al nostro futuro, dato che [...] ad oggi noi rischiamo di perdere un anno se non mettiamo diciotto crocette sul test di fisica, anche se performiamo brillantemente agli altri due. Il semestre filtro è stato pesante, stressante, è stato un importante dispendio economico, è stato anche un 'filtro' economico per chi se lo poteva permettere e per chi invece non poteva".

Al di là delle singole contestazioni, delle infinite problematiche segnalate da chi ha sostenuto le prove, quali sono le criticità strutturali e sistemiche che emergono realmente?

"Anche quest'anno - afferma l'Avv. Marco Tortorella, Consulcesi & Partners, esperto di tutela in ambito sanitario - l'ammissione ai corsi di laurea in Medicina e Chirurgia, si è rivelata un fallimento. L'accesso libero con semestre filtro, libero non era. Si è trattato di un test come gli anni scorsi, solo spostato di qualche mese; il semestre non è stato un semestre perchè la frequenza è durata solo un mese e mezzo e per altro, neanche in presenza nella maggior parte dei casi, creando una disparità di trattamento tra ateneo e ateneo; c'è stata la violazione dell'anonimato con la reintroduzione delle etichette alfanumeriche, che erano già state censurate dai giudici amministrativi nove anni fa; c'è stata la fuga di notizie, che ha avvantaggiato quegli studenti che sono riusciti a ottenere informazioni da tale fuga. Alcune delle domande erano sbagliate o poco chiare e imporranno al ministero di intervenire; per la prima volta non tutti i posti verranno ricoperti, perchè appena il 10 per cento degli studenti sono riusciti a raggiungere la soglia minima. Il 12 di gennaio verrà pubblicata la graduatoria e gli studenti che non sono stati ammessi, potranno far valere i loro diritti davanti ai giudici amministrativi".

"Non è questo Ministra - aggiunge Alessandro Bruscella, coordinatore nazionale Unione degli Universitari - quello di cui hanno bisogno le studentesse e gli studenti di questo paese. Hanno bisogno bensì che l'università non sia più fanalino di coda dell'agenda politica del suo governo. Hanno bisogno, che si investa realmente in università, in spazi e in istruzione. Perchè è solo tramite questo che si può abolire realmente il numero chiuso a medicina: facendo una programmazione seria di investimenti, che porti effettivamente le università a reggere quelli che sono i numeri di tutti gli studenti e le studentesse che vogliono fare medicina e soprattutto, di garantire loro di conseguenza, una formazione che sia adeguata".