Entro il 2028 il Lazio potrebbe perdere quasi mille medici di famiglia, con un sistema sanitario territoriale sempre più sotto pressione e con il rischio concreto di lasciare intere aree senza un adeguato presidio sanitario. È quanto emerge da un report della Fondazione Gimbe che evidenzia un progressivo invecchiamento dei professionisti e una carenza già attuale di centinaia di medici rispetto al fabbisogno reale. A Roma la situazione appare particolarmente critica con un numero crescente di assistiti per ogni medico, spesso oltre il limite massimo previsto, soprattutto in alcuni municipi dove si registrano medie molto elevate e difficili da gestire. Le conseguenze potrebbero tradursi in difficoltà sempre maggiori per i cittadini nel trovare un medico di riferimento vicino a casa, con disagi soprattutto per anziani e pazienti fragili. Sullo sfondo resta il nodo delle case della comunità che rischiano di non essere pienamente operative proprio per la mancanza di personale medico sufficiente a garantire i servizi previsti e la copertura continua richiesta dal modello organizzativo.