Figura di riferimento della nightlife italiana, promotore instancabile di musica elettronica e talent scout naturale: Mauro Lanza porta in scena una storia che attraversa generazioni, piazze e club. Ospite di Radio Roma per raccontare un percorso nato tra le feste popolari e approdato ai grandi riconoscimenti nazionali, Lanza mostra come visione, resilienza e rete possano costruire un ecosistema dove artisti e pubblico si ritrovano a condividere energia, lavoro e passione.
Origini: una famiglia di eventi e un microfono in piazza
Cresciuto in una famiglia che organizza eventi sin dagli anni Settanta, Lanza sintetizza la sua genesi artistica con una frase che sa di piazza e di tradizione: "Ma io guarda, no no no, nasco come cantante da piazza,". È il contesto giusto per un futuro dietro alla consolle: "Sì, già del 1972-73." In mezzo a palchi itineranti, orchestre e comunità locali, l’esordio da DJ arriva giovanissimo, tra i 15 e i 16 anni, trasformando un bisogno operativo in professione.
Dalle orchestre al DJ set: come si allunga la festa (e l’economia locale)
Prima, le feste patronali chiudevano a mezzanotte. Lanza ricorda la domanda chiave che ha cambiato tutto: "Dice, come facciamo a tenerli lì? E da lì nasce, ecco il dj." L’idea funziona: dopo l’orchestra, il DJ prolunga la serata di due o tre ore, trattenendo il pubblico e sostenendo lo street food, che vede aumentare incassi e opportunità. È un cambio di paradigma per le piazze, dai walzer e mazurche a un intrattenimento più moderno e coinvolgente, capace di riportare i giovani nei centri storici e rianimare l’economia del territorio.
Dance Music Awards: il “Sanremo” della club culture
Tra i progetti centrali del racconto di Lanza c’è il Dance Music Awards, definito dallo stesso conduttore come un “Sanremo della musica dance”. La formula: iscrizioni aperte a tutto l’ecosistema della nightlife, selezioni con responsabili regionali, votazioni globali, nomination e una giuria meritocratica che elegge i vincitori. "Questo è un premio a livello nazionale." Oltre al valore simbolico, il premio è un moltiplicatore di relazioni professionali: direttori artistici, PR, club manager e DJ si ritrovano, scambiano contatti e aprono opportunità concrete. "Noi viviamo di promozione, assolutamente questo."
L’edizione in arrivo si terrà l’8 giugno a Milano: "io invito tutti lunedì 8 giugno a partecipare a questo grande evento". E per chi chiede dove, la risposta è semplice e precisa: "Al Monet Club." Un appuntamento che, nel post-lockdown, ha riattivato energie e carriere, dando visibilità a tanti professionisti rimasti fermi per due anni. Un vero hub della ripartenza.
LA Event e le prossime date: il calendario firmato Lanza
Attorno al lavoro in consolle, Lanza ha costruito una struttura manageriale solida: LA Event. "Sì, l'abbiamo costruita." Un’organizzazione che oggi cura grandi eventi in tutta Italia e firma un’agenda ricca: il trentennale del Magic a Pescia Romana; a seguire, Futura in Toscana a inizio giugno; poi la reunion al White Ward di Milano, in zona L’Ecco. Una mappa di date che racconta territori diversi e un unico filo conduttore: qualità, selezione artistica e centralità del pubblico.
I maestri e la loro “aura”: Bismarck e Parrini
Questione di carisma, prima ancora che di tecnica. Lanza cita due nomi che considera pilastri: Marco il Principe Bismarck e Gianni Parrini. La loro forza? Un magnetismo unico, capace di farsi sentire a distanza, creare una connessione emotiva e muovere ancora oggi migliaia di persone. Un’aura costruita nel tempo che non dipende solo dagli strumenti, ma dalla capacità di leggere la pista, costruire narrazioni sonore e generare appartenenza.
Nuove leve, ACID e il ritorno del vinile
Nello sguardo al futuro, Lanza segnala un giovane talento romano che suona ACID e lavora rigorosamente con i vinili, conosciuto al Sanremo Club: un segnale di controtendenza che rivaluta il gesto analogico in un mondo dominato da console digitali e pennette USB. "Solo vinili, sarebbe bello però." La realtà, tuttavia, dice che i club scelgono setup rapidi e versatili. Ma per Lanza, gli strumenti non bastano a spiegare tutto: i grandi artisti – ieri come oggi – tirano fuori quella “magia” che il pubblico percepisce e ricorda.
Perché questa storia conta
La traiettoria di Mauro Lanza dimostra come la club culture sia insieme industria culturale e rete economica. Si parte dalle piazze e si arriva ai premi nazionali; si sostengono lavoratori e comunità locali; si crea passaparola, visibilità e occupazione. L’invito, allora, è a partecipare, incontrarsi e celebrare una filiera che vive di scelte coraggiose e qualità artistica. In chiusura, le parole che sintetizzano lo spirito di tutto il racconto: "viva la musica elettronica, viva la nightlife." "Sì, viva sempre."