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Margherita De Silva, tra palcoscenico e ambulatorio: il successo di Te l’avrei detto al Cometa Off

Margherita De Silva, tra palcoscenico e ambulatorio: il successo di Te l’avrei detto al Cometa Off

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Energia, ironia e autenticità: l’intervista su Radio Roma, durante il programma Showtime condotto da Paciullo, ha mostrato una Margherita De Silva brillante e lucida nel raccontare il suo percorso umano e artistico. Tra un saluto all’ufficio stampa Andrea Cavazzini e qualche risata in diretta, l’attrice ha presentato la commedia Te l’avrei detto, in scena al Teatro Cometa Off dal 22 al 26 aprile, firmata e diretta da Luca Giacomozzi. Una chiacchierata vivace che è diventata anche un ritratto a tutto tondo di un’artista capace di unire passione e disciplina, palco e professione sanitaria.

Le radici nel teatro e l’imprinting di famiglia

Cresciuta in una famiglia «profondamente legata al mondo del teatro», De Silva porta in scena un’eredità importante: è figlia di attori e, come ricorda, «lo spettacolo, la recitazione è sempre stato un filo conduttore». Il riferimento al padre, Pietro De Silva (tra i volti de La vita è bella), non è solo affettivo: è parte di un’educazione sentimentale al palcoscenico. Emblematico l’aneddoto dell’infanzia, quando, assistendo a una scena cruenta in cui al padre veniva “amputato” un braccio sul palco, la piccola Margherita scoppiò in lacrime mentre la platea rideva. Una cartolina potente di quanto il confine tra realtà e finzione, a teatro, sappia essere vertiginoso per chi lo vive da vicino.

Dalla formazione alla consapevolezza in scena

L’attrice racconta di essersi avvicinata alla recitazione in modo più consapevole attorno ai 18-20 anni, affrontando un percorso professionale alla Fonderia delle Arti diretta da Giampiero Ingrassia. Lì ha trovato sicurezza, metodo e la conferma di una predisposizione naturale. Non un percorso scontato, ma una scelta pragmatica sostenuta da studio, esercizio e un costante lavoro su di sé. È la prova che talento e tecnica possono convivere, dando vita a un’identità scenica capace di spaziare tra commedia brillante e sfumature più drammatiche.

La doppia vita: attrice e veterinaria

Non meno sorprendente la seconda anima professionale di De Silva: quella di veterinaria. Una vocazione, più che un mestiere, che lei descrive come un impegno ad alta intensità emotiva, dove rigore scientifico ed empatia si incontrano ogni giorno. Tra i riferimenti affettuosi ricordati in radio, anche la celebre ironia di Gigi Proietti sull’“attore cane”, a sottolineare con leggerezza quanto il mondo degli animali e quello dello spettacolo, nella sua vita, si tocchino spesso. L’equilibrio tra ambulatorio e palcoscenico diventa così cifra distintiva: una sensibilità trasversale che arricchisce il lavoro d’attrice e viceversa.

Te l’avrei detto: una commedia che fa ridere e pensare

In scena al Cometa Off con un ottimo riscontro di pubblico già dalla prima, Te l’avrei detto è una commedia brillante che gioca con intelligenza sulla dinamica del non detto. L’azione si apre nella cornice festosa del Capodanno: un gruppo di amici molto affiatati, flute in mano e clima spensierato. Poi, gradualmente, il tono muta. Tra battute e caratterizzazioni spiccate (il personaggio di De Silva è volutamente una “caricatura”), emergono crepe, verità scomode, questioni rimaste in sospeso. Il risultato è un “retrogusto amaro” che non spegne il sorriso, ma lo trasforma in occasione di consapevolezza: uno specchio di dinamiche nelle quali il pubblico può riconoscersi, uscendo dalla sala con la voglia di riprendere fili interrotti e dire, finalmente, ciò che era rimasto taciuto.

La regia di Luca Giacomozzi e un cast affiatato

Scritto e diretto da Luca Giacomozzi, lo spettacolo beneficia di una guida matura e di un lavoro d’ensemble compatto. De Silva sottolinea il clima sereno e al tempo stesso rigoroso sul set teatrale, un equilibrio raro che valorizza la scena e la coralità. Il cast comprende Francesco Trifilio, Francesca Pausilli, Davide Albano, Danny Francucci, Claudio Scaramuzzino e, naturalmente, Margherita De Silva. La chimica tra gli interpreti – fondamentale in un gioco di verità che nasce da piccoli slittamenti e rivelazioni progressive – diventa il motore comico e drammaturgico dell’intera pièce.

Date, prospettive e un augurio scaramantico

La tenitura al Cometa Off si concentra dal 22 al 26 aprile. Trattandosi di una commedia fortemente legata al periodo delle feste, la produzione guarda a nuove repliche nella stagione invernale, con prospettive di tournée e una tappa a Firenze in dicembre. Intanto, dall’etere di Radio Roma, arriva l’augurio più amato dal mondo del teatro: merda, merda, merda. Un rito beneaugurante che qui suona come conferma del buon passo con cui lo spettacolo ha iniziato il suo cammino.

Perché vederlo

Te l’avrei detto è una commedia capace di coniugare ritmo, ironia e profondità, sostenuta da una regia attenta e da interpreti che lavorano per sottrazione, prima di affondare il colpo con rivelazioni che cambiano la lettura dell’intera serata. Se cercate storie in cui riconoscervi, tra amicizie di lunga data, equilibri fragili e messaggi mai inviati, il lavoro di Giacomozzi è un’occasione preziosa. E la presenza di Margherita De Silva, con la sua duplice esperienza umana e professionale, aggiunge ulteriore spessore a un racconto sul coraggio di dirsi le cose – anche quando fa paura.