Per la stagione estiva 2026 torna il divieto permanente di balneazione in diversi tratti del litorale di Ardea. Il Comune ha recepito le indicazioni della Regione Lazio disponendo il divieto in cinque aree della costa considerate non balneabili, per un totale di circa 3,9 chilometri di spiaggia su un litorale che si estende per circa 9 chilometri: una quota che supera il 43% dell'intera costa cittadina.
Le aree in cui non si può fare il bagno
Le aree interdette si trovano in prossimità delle foci di fossi e canali che sfociano in mare. Il tratto più esteso parte dalla Foce del Rio Torto, al confine con Pomezia, per circa 1.170 metri. La zona più ampia in assoluto è quella del Fosso dell'Incastro, con un divieto che si estende per circa 1.610 metri complessivi. Limitazioni più contenute riguardano il Canale Biffi (circa 530 metri), il Fosso del Diavolo (circa 280 metri) e il Fosso della Caffarella (circa 350 metri).
Il provvedimento richiama la delibera regionale approvata il 16 aprile 2026 dalla giunta della Regione Lazio, che individua le zone non adibite alla balneazione per l'attuale stagione estiva. Il Comune ha disposto anche l'installazione della cartellonistica lungo le spiagge interessate, con i controlli affidati al servizio Demanio Marittimo e alla Polizia Locale.
Il chiarimento del sindaco
Il sindaco Maurizio Cremonini, però, non intende lasciare che i numeri raccontino solo metà della storia. “I risultati si riferiscono a periodi pluriennali, pertanto abbiamo l’obbligo di vietare la balneazione. In realtà gli ultimi dati che abbiamo a disposizione ci dicono che l’acqua non è mai stata così pulita”.
Si tratta di punti che da anni vengono considerati critici per la qualità delle acque marine, e anche lo scorso anno il Comune di Ardea aveva vietato la balneazione negli stessi tratti.