Maltrattamento infantile, il Lazio è al 14° posto nell’indice Cesvi: quali sono i fattori di rischio?
Ospite in collegamento: Valeria Emmi, Responsabile Strategie e Relazioni Istituzionali CESVIIl Lazio è una della Regioni italiane dove bambine e bambini sono più esposti al rischio di maltrattamento: il dato arriva dall'ultimo rapporto Cesvi presentato a Roma lo scorso 11 giugno. La nostra regione si piazza al 14° posto recuperando qualche posizione rispetto alle precedenti indagini. I dati, però, continuano ad essere preoccupanti e necessitano ulteriori approfondimenti.
Guardando i dati complessivi notiamo una penisola (ancora una volta) spaccata in due: il Nord performa meglio, mentre il Centro-Sud resta indietro. Il Lazio resta sotto la media nazionale per capacità di reazione al rischio maltrattamento. In particolare, la regione si posiziona al 17° posto per capacità di condurre una vita sicura, al 15° posto per capacità di cura, al 13° posto per capacità di lavorare e, rispettivamente, all’undicesimo e al decimo posto per capacità di accedere alle risorse e capacità di condurre una vita sana.
La percezione di sicurezza tra i fattori di rischio più determinanti
Tra i fattori di rischio, quello più determinante è legato alla sicurezza: quasi 4 famiglie su 10 non si sentono al sicuro nel luogo in cui vivono. Questo clima pesa sui nuclei genitoriali e aumenta il rischio di maltrattamento infantile, che non riguarda solo la povertà economica ma anche la crescente povertà relazionale: isolamento, scarsa coesione familiare, individualismo e fragilità dei legami con la comunità scolastica e sanitaria. Parliamo, dunque, di una povertà che è carenza o deterioramento di relazioni significative, spazi sicuri, adulti di riferimento e comunità capaci di proteggere.
La risposta passa dal rafforzamento dei servizi e della rete: centri diurni, supporto alla genitorialità, pediatria di prossimità, scuole connesse ai servizi sociali e al terzo settore. Senza un investimento stabile su servizi di cura accessibili e una solida rete di comunità, la prevenzione resta inefficace.
Una generazione sola
Il focus di questa edizione, dal titolo GENERAZIONE SOLA, è dedicato alla povertà relazionale e al suo legame con il maltrattamento infantile. La povertà relazionale può manifestarsi nella solitudine, nell’assenza di ascolto, nella fragilità dei legami familiari, nella mancanza di amici, nel bullismo, nella scarsa presenza di adulti capaci di intercettare il disagio.
È una forma di vulnerabilità meno visibile, ma decisiva: quando si indeboliscono le relazioni, diminuiscono anche i fattori protettivi che aiutano bambine e bambini a crescere in sicurezza. Per questo CESVI invita ad adottare un approccio integrato e multidimensionale per contrastare povertà relazionale e maltrattamento, rafforzando gli spazi educativi e di aggregazione, sostenendo le famiglie, valorizzando il ruolo della scuola e promuovendo reti territoriali integrate tra servizi, terzo settore e comunità locali.
