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Ludopatia, alcol, stupefacenti: il fenomeno delle dipendenze non è mai diminuito (VIDEO)

Ludopatia, alcol, stupefacenti: il fenomeno delle dipendenze non è mai diminuito (VIDEO)

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Dipendenze, un fenomeno tutt'altro che isolato: chi è più a rischio?

Ospite in collegamento: Simone Feder, Psicologo ed esperto di Prevenzione e Sensibilizzazione sulle dipendenze

Gioco d'azzardo, alcol, stupefacenti: quello delle dipendenze è un fenomeno tutt'altro che isolato e che non ha mai fatto registrare numeri in discesa. Anzi. Le percentuali ci raccontano di un aumento di persone in cura per uso di droghe, alcol e gioco d'azzardo. Un vero e proprio vortice dal quale sembra impossibile uscire e che (in maniera ancora più drammatica) coinvolge sempre più giovani.

Parlare di dipendenze oggi, però, significa, allargare lo sguardo a tanti e diversi elementi: non ci sono solo l'alcol, il gioco e le droghe. Si può essere dipendenti dal web, dalle sigarette, dal cibo. È chiaro che ogni dipendenza porta con sé effetti diversi e ugualmente devastanti. E mentre la Regione Lazio ha disposto l'aumento di posti nelle strutture del territorio per l’assistenza delle persone con disturbi da uso di sostanze, si torna ad interrogarsi sul perché certi fenomeni emergano con tanta evidenza.

I giovani tra i soggetti più a rischio

È chiaro che in questo contesto a pagare il prezzo più caro sono i giovani ed un prezzo alto soprattutto in termini emotivi, psicologici e fisici. I danni che possono causare stupefacenti e alcol in un organismo giovane sono ben noti, ma anche in questo caso ci si chiede: perché? Perché sempre più adolescenti abusano di droghe e alcol fino a stordirsi e a stare male?

"C'è un disagio giovanile che va intercettato - ha spiegato Simone Feder -, un disagio che forse noi adulti non stiamo comprendendo chiaramente. Facciamo un piccolo esempio: chiedere ad un ragazzo al ritorno da scuola come è andata è sicuramente corretto, ma perché nessuno chiede "come stai"? Per loro è fondamentale che noi prestiamo ascolto ai loro bisogni e alle loro sofferenze. Le misure repressive possono funzionare, ma fino ad un certo punto. Offriamo loro delle alternative: musica, sport, convivialità".