Ventisei anni senza Lucio Battisti
Pilastro esemplare assoluto, della musica leggera italiana e punto di riferimento per ogni generazione di artisti, Lucio Battisti, nacque a Poggio Bustone, in provincia di Rieti il 5 marzo del 1943, esattamente ottantuno anni fa. Innamorato della musica sin dalla tenera età, scoprì da autodidatta, le infinite peculiarità della chitarra, per poi arrivare ad influenzare grandemente, con la musica “nera” il genere pop nazionale ed il genere rock internazionale.
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La passione per la musica, portò il giovane, allora iscritto all’Istituto Tecnico Industriale “Galileo Galilei”, a trascurare di gran lunga gli studi; la leggenda narra che il padre Alfiero, arrivò a rompergli la chitarra in testa affinchè si impegnasse ad ottenere il diploma. Alla fine, secondo un patto tra i due, Lucio conquistò il titolo, ma con la promessa dell’esenzione dal servizio militare…
Dopo qualche apparizione a Milano, come chitarrista ufficiale della band “I Campioni”, si apprestò ad incontrare una delle persone più importanti nella storia della sua carriera: Giulio Repetti, in arte “Mogol”. Si racconta inoltre che, quest'ultimo, non rimase eccessivamente impressionato dall’incontro con il cantautore, ma sarà lui stesso ad insistere affinchè Battisti cantasse in prima persona le sue canzoni, arrivando persino a minacciare di dare le dimissioni difronte ai dubbi iniziali della casa discografica “Ricordi”. Il loro rapporto professionale passò alla storia e terminò ufficialmente alla fine degli anni Settanta, a causa delle numerose divergenze artistiche.
Al magnifico successo di “Balla Linda” del 1968, ne seguirono numerosissimi come “Non è Francesca”, “Emozioni”, “Acqua Azzurra, Acqua Chiara” che vinse il FestivalBar e “La Canzone del Sole”. Grazie a questi, per oltre un decennio, Battisti era sempre in vetta alle classifiche. Ciò che lo distingueva era il suo essere in anticipo rispetto ai tempi, la sua continua ricerca di innovazioni, la sua personalità schiva e libera da posizioni politiche.
L’avversione per i pettegolezzi infatti lo caratterizzerà in tutta la sua carriera artistica: fu ben poco incline a rilasciare dichiarazioni sulla sua vita privata, a partire dalla sua storia d’amore con Grazia Letizia Veronese. Nel 1973, arriverà a rifiutare un’intervista con Enzo Biagi. Inutile dire che tutto ciò lo aveva posizionato al centro di numerose critiche…
Partecipò al Festival della Canzone Italiana solo nel 1969 con la canzone “Un’avventura”. Natalia Aspesi, giornalista, scrittrice e critica italiana, su “Il Giorno” lo aveva aspramente criticato, paragonando la sua voce a “chiodi che gli stridono in gola”…
L’ultima fase della sua carriera artistica, successivamente alla separazione da Mogol, fu segnata da collaborazioni altrettanto brillanti. Una fra tante, quella con il poeta Pasquale Panella, il cui genere ermetico aveva contaminato l’album “Don Giovanni” ed “Hegel”, anche se non ottennero lo stesso successo che i precedenti. Di Battisti, si ricordano anche i duetti, come l’indimenticabile esibizione al fianco di Mina.
Il 9 Settembre 1998, oggi ventisei anni, l’artista muore. La sua scomparsa è tutt’oggi sorretta da un alone di mistero. La famiglia non ha mai voluto che venisse reso pubblico il bollettino medico. Secondo alcune voci, il cantante sarebbe deceduto a causa di un tumore o una grave patologia ai reni. Alla cerimonia funebre, tenutasi privata, parteciparono solo venti persone, tra cui Mogol.