Il fenomeno del fallimento, viene percepito generalmente come una vergogna, a causa di una imponente stigmatizzazione di natura sia culturale che sociale. Spesso, associato alla persona o alla morale, assume una connotazione negativa e diviene così simbolo di inadeguatezza o di mancate capacità.
Soprattutto in Italia, aziende di un certo rilievo, pur mantenendo uno status esemplare, pur conservando nel tempo un’indistruttibile onestà e una tendenza al rispetto dei codici legislativi, rischiano ugualmente di cadere nel nero vortice del fallimento.
Sulla base di questo, pertanto, basta davvero poco per trovarsi nei guai. L’integrità morale potrebbe infatti non essere il motore rilevante o l’indicatore prevalente di un percorso imprenditoriale sano e privo di ostacoli. Nella maggior parte dei casi, balzati agli onori della cronaca, finire nelle mani di professionisti sbagliati, che siano magistrati e istituti bancari, potrebbe portare a conseguenze irreparabili.
Paolo Bolici, presidente dell’Associazione Contro Malagiustizia Italiana, ha affermato che tutto questo si è riscontrato “In tantissimi casi, di cui sono protagonisti degli aderenti alla nostra associazione, aziende anche di rilevanza nazionale come occupazione e come fatturati. Ne è emersa una situazione di appropriazione indebita dei beni, attraverso azioni illecite poste in essere da banche, professionisti e giudici […]”
Hanno distrutto famiglie, aziende e il tessuto industriale. All’interno del panorama nazionale, questi episodi sono molto frequenti soprattutto a Roma e nel Lazio. “Si pensi solo che ogni anno in Italia falliscono diverse migliaia di aziende: nel 2023 il dato risaliva a 5.468, in leggero aumento rispetto all’anno precedente, il 2022, ma in netta diminuzione (- 32,9%) rispetto allo stesso periodo del 2019 (pre-pandemia)” - Silvia Corsi, radioroma.it - 15/11/2024.
Tra gli indicatori massimi, utili a delineare lo stato di salute di una nazione e di un territorio, c’è proprio il processo di flusso dei fallimenti. Come è possibile però che, anche un’azienda che si distingue per un soddisfacente profitto, per trasparenza, onestà e pieno rispetto dei codici imposti dalla legge, venga dichiarata fallita, allo stesso modo di chi invece preferisce intraprendere strade ambigue? Come, aziende ed imprenditori, possono realmente fidarsi dell’adeguata gestione ed amministrazione dei patrimoni da parte dei professionisti chiamati a supporto?
Il caso
“Per prima cosa - chiarisce Bolici - voglio parlare anche brevemente di un caso personale, che rappresenta la massa di questi fallimenti. Si parte da delle azioni illecite fatte dalle banche, perchè le banche, per anni, hanno addebitato interessi illegittimi verso le imprese, quindi si sono appropriate di somme non dovute. Attraverso le segnalazioni della Banca d’Italia dove vengono indicate le disposizioni delle aziende, segnalano l’azienda a sconfinamento o a sofferenza. E’ una segnalazione che impedisce a tutte le banche referenti che hanno dato affidamenti, di erogare somme ulteriori, bloccano i conti correnti e quindi creano la crisi finanziaria dell’azienda […] per cui l’imprenditore si rivolge ai legali per essere supportato e tutelato, fiducioso di riprendere la sua attività”.
Non conoscendo la procedura legale, logicamente, gli imprenditori si affidano a chi opera nel settore fallimentare. Ma, come affermato dal presidente, “È l’inizio della fine. Perchè vengono mappati i beni dell’imprenditore, vengono riscontrate le varie proprietà, il capitale ecc e si mete in moto l’organizzazione: relazioni false, contrariamente a cosa si attende l’imprenditore, vengono alterati i dati contabili” portando così quest’ultimo a fare ricorso, si innesca il meccanismo del tribunale che è colluso con questi professionisti esterni. I commissari giudiziari nominati, quindi, fanno delle relazioni infondate che il giudice approva dichiarando i fallimenti delle aziende.
Qualsiasi denuncia risulta inutile. I magistrati approvano il fallimento senza accertare i fatti e l’imprenditore da vittima, si trasforma in indagato, per bloccare qualsiasi tipo di iniziativa per tutelare i propri interessi.
La politica
La politica, in tutto questo, ha un ruolo fondamentale per porre fine alla malagiustizia. Attualmente, sono state interessate ed incluse nell’iniziativa, grazie all’impegno dell’Associazione, tutte le regioni italiane, dove già gli imprenditori calabresi hanno acconsentito, ed è stata inoltre conclusa l’istruttoria per la commissione giustizia della Camera dei Deputati. I tempi sono lunghi, ma secondo quanto affermato da Bolici, anche alcuni politici hanno preso atto dell’iniziativa, portandola in parlamento. Si attende ora la partenza delle inchieste.