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Logo-in: tra voce e memoria - con Annalisa Peruzzi (VIDEO)

Logo-in: tra voce e memoria - con Annalisa Peruzzi (VIDEO)

Voce

Spesso si tende a pensare che la nostra voce, sia un semplice strumento di comunicazione, privo di legami con qualsiasi processo cognitivo. Di conseguenza, siamo inclini a percepirla scissa, sia dalla mente, dalla memoria.

La voce in realtà, non è esclusivamente un mezzo con il quale esprimersi, ma è anche uno strumento di riflessione delle emozioni, dello stato d’animo ed esprime massimamente le modalità tramite cui il nostro cervello elabora informazioni. Al tempo stesso, la memoria, non è unicamente un archivio statico di fatti, ma un vero processo dinamico che coinvolge in tutto e per tutto la nostra voce.

La dottoressa Annalisa Peruzzi, logopedista e logoartista, precisa innanzi tutto che in questo caso, per memoria, si intende l’aspetto relativo alle capacità mnemoniche ovvero “ […] Quella capacità di ritenere e di trattenere tutti i ricordi che abbiamo e che ci servono poi nella vita quotidiana”. La correlazione con la voce quindi, esiste eccome!

Ci sono persone - continua - che negli anni, proprio perchè non riescono più ad avere quelle capacità mnemoniche funzionali, parlano ‘a macchinetta’, in modo molto veloce, perchè hanno paura di dimenticarsi le cose. Da lì c’è un discorso legato proprio ad una alterazione delle funzioni fonatorie, che non ci permettono poi di avere una voce funzionale. Quindi, se noi abbiamo poi, la capacità di allenare la nostra memoria e di trattenere le informazioni, non abbiamo problemi di polipi, noduli… da una situazione funzionale, può diventare purtroppo organica, a carico della voce. E’ molto importante di conseguenza, allenare la memoria”.

Tra i diversi aspetti inoltre, c’è il fatto che la qualità della voce può influenzare grandemente la concentrazione: “io più mi concentro e più ho la capacità di soffermarmi su quello che sto dicendo in questo preciso istante, sento il ritmo della mia voce, la mia prosodia, il mio respiro, ho in mente quello che devo dire e avendo in mente quello che devo dire, ho una linea nel mio cervello che sto seguendo” - specifica.

Allenamento: in cosa consiste?

Secondo la dottoressa, esiste un allenamento costante, che per precisare, non riguardano le tecniche di memorizzazione. Quello che si può fare per stimolare la voce, fino a renderla più funzionale, è quello di proiettare nella propria mente una sorta di scaletta. “Una scaletta che io definisco magica” - aggiunge.

Al primo posto ci sono le famosissime priorità, poi le cose urgenti, le cose importanti e solo allora le cose rimandabili. “Nel momento in cui tutto è importante, non ricordiamo più nulla. Dobbiamo stilare questa scaletta per fare in modo che ci sia una maggiore delucidazione dei nostri obiettivi. Andando a delineare questo tipo di obiettivi, mano mano, ci rendiamo conto che ci ricordiamo le cose. E’ fondamentale capire cosa devo fare, quando lo devo fare, a che ora lo devo fare […]

Cosa succede se…

Se pensiamo velocemente, automaticamente, in virtù della correlazione, si viene a creare un mix di parole. “Succede che - afferma la dottoressa - vengono fuori quelli che sono collegamenti, lapsus freudiani, vengono fuori tutta una serie di situazioni fonetiche e fonologiche che non ci permettono di avere una fluenza verbale adeguata. Se non rispettiamo l’ordine mentale, andiamo incontro a queste confusioni fonetiche e fonologiche”. E possono manifestarsi, chiaramente, anche quando si segue un ordine mentale preciso, ma con meno frequenza.

La soluzione? Fermati, respira, e dopo riprendi.

Conseguenze a lungo termine

Come spiegato dalla Peruzzi quindi, da funzionali, tali problematiche potrebbero diventare organiche: “Se io non ho un’organizzazione mentale che mi permetta di avere un eloquio spontaneo fluido, l’ansia di dire le cose sale, sale la respirazione, una respirazione che non fa bene, che non è biologica, arrivano tutta una serie di rigidità, al collo, alle spalle, le quali a loro volta influiscono sulla voce e sulle corde vocali. Con il tempo potrebbero poi svilupparsi laringoiatrie e noduli”.

In definitiva, la nostra voce, è tanto un riflesso della mente quanto uno strumento che modula la memoria, rendendo il legame tra i due più profondo e inscindibile di quanto pensiamo.