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Liste d'attesa e ospedali inadeguati: anche chi vive nel Lazio emigra per farsi curare

Liste d'attesa e ospedali inadeguati: anche chi vive nel Lazio emigra per farsi curare

SANITà

l turismo sanitario è lo spostamento di persone, all'interno del proprio paese o all'estero, per ricevere cure mediche, trattamenti, o per migliorare il proprio stato di salute psicofisica. In Italia, questo fenomeno è una necessità per molti a causa della disomogeneità del sistema sanitario tra le regioni, con persone che si spostano per accedere a cure migliori o a strutture specializzate. Da sempre il Lazio è un punto di riferimento grazie ad alcune eccellenze (il Policlinico Gemelli o l'ospedale Bambin Gesù, entrambi a Roma) che attirano soprattutto quanti vivono nel meridione ma negli ultimi anni anche dalla nostra regione si è iniziato a migrare altrove, soprattutto verso nord. A denunciarlo l'ultimo report della Corte dei Conti secondo cui il pendolarismo sanitario dei romani e di quanti vivono nelle altre province laziali costa alla collettività 193 milioni di euro: "Un fenomeno che denunciamo da anni ma che ora è sempre più vasto - spiega Fabrizio Fabbri, dirigente nazionale di Ugl Salute - e nasce dalle carenze di organico e dalle inefficienze strutturali che poi alimentano le liste d'attesa e le altre inefficienze delle strutture sanitarie". Il problema è anche di spesa pubblica e di equità sociale, visto che i residenti pagando le tasse finanziano già il sistema sanitario regionale ma si trovano in questo modo a dover pagare anche le cure erogate altrove per inefficienza: la cifra diffusa dalla magistratura contabile, infatti, è un'implicita bocciatura alla qualità del servizio sanitario locale. Poiché i pazienti che si spostano in un'altra regione per cure mediche pagano le prestazioni sanitarie attraverso il servizio sanitario pubblico nazionale nel caso ci si sposta tra regioni italiane, la spesa ricade sul territorio di destinazione instaurando una logica di reciprocità: ma i cittadini laziali alle strutture di altre regioni in misura maggiore di quanti da altri territori hanno scelto di farsi curare da noi.