Ricerca nel Sito

Linee guida e protocolli non sono uno scudo penale per il medico: la sentenza della Cassazione

Linee guida e protocolli non sono uno scudo penale per il medico: la sentenza della Cassazione

copertina estratto camelet buttami

Il sanitario ha il dovere di discostarsi dalle linee guida quando le condizioni cliniche del paziente lo richiedono. Il principio, in tema di responsabilità medica, è stato ribadito da una recente sentenza della Corte di Cassazione, che fa seguito ad altre medesime pronunce del massimo organo giudiziario italiano.

I medici non potranno, dunque, appellarsi al protocollo, se questo, nel caso concreto, si rivela inadeguato a garantire la miglior cura possibile al paziente.

Il pensiero non può non andare a quanto accaduto durante il periodo della cosiddetta pandemia, quando il ministero della Salute, nelle sue linee guida, indicò come strumenti di contrasto al Covid il paracetamolo e la vigila attesa: fu il protocollo assurto agli onori della cronaca con l'espressione “tachipirina e vigile attesa”, a cui molti medici si adeguarono e che – secondo le critiche – determinò l'aggravamento delle condizioni dei pazienti e il conseguente affollamento degli ospedali.

La recente pronuncia della Corte di Cassazione, quindi, ha ribadito che il medico ha il dovere di adottare un approccio critico osservando sempre le condizioni del paziente caso per caso. Linee guida e protocolli non rappresentano, dunque, uno scudo penale per il sanitario, ma uno strumento di orientamento che deve sempre essere integrato con una valutazione attenta e personalizzata del paziente.

La sentenza della Corte di Cassazione offre l'occasione per riflettere su nuovi e necessari modelli di sanità. La tendenza odierna va sempre di più nella direzione di affidarsi ai protocolli e, di conseguenza, al calcolo della cosiddetta intelligenza artificiale. Nuovi modelli virtuosi dovrebbero, invece, avere la lungimiranza di mettere al centro il medico, la sua capacità di osservazione clinica, in un rapporto umano ed empatico con il paziente.