Nell’epoca dei social, delle notifiche, dei video brevi e dei contenuti immediati, la letteratura e la lettura sembrano a volte perdere terreno, facendo prevalere un silenzio digitale particolarmente rumoroso.
Da sempre la lettura rappresenta un mondo straordinario, idilliaco; uno strumento tramite il quale potersi distaccare metaforicamente dalla realtà. Molti lettori infatti scelgono un libro come rifugio dalla frenesia, dalle tempeste o dalla consapevolezza.
La domanda è: ci si dedica ancora alla lettura, quella vera e profonda?
Antonio Amoruso, scrittore di racconti, romanzi, testi teatrali e grande appassionato di storie surreali, ha affermato che: “[…] il mondo si divide in due categorie: quello dei lettori e quello dei non lettori. Ora definire un lettore o un non lettore, è una cosa che cambia di volta in volta; ogni società che fa statistiche a riguardo, crea la sua definizione. Ma secondo me, la cosa più semplice e immediata è: chiedi ad una persona se è un lettore o non lettore. Lui non ti dirà mai la verità. […] Il lettore vive su un pianeta, il non lettore vive su un altro pianeta. La cosa peggiore - specifica Amoruso, in riferimento al pianeta del non lettore - è che quel pianeta orbita pericolosamente intorno ad un buco nero. […] Quel buco nero è il buco nero dell’ignoranza e della non speranza”.
Il segreto dei titoli che restano
Il titolo di un libro ha sempre rappresentato un vero e proprio invito alla lettura, alle volte anche mancando di promesse, ma regalando sorprese inaspettate. Nell’epoca antica il titolo rivestiva un ruolo centrale per interpretare l’opera e collocarla in una specifica tradizione culturale.
E oggi?
”Il titolo […] secondo me, in generale, la copertina e la quarta di copertina sono tre cose sulle quali è l’editore che mette bocca. Perchè l’editore conosce i meccanismi più o meno anche inconsci che guidano una persona nella libreria o in una libreria virtuale […]. Quindi la scelta del titolo è molto spesso di natura strategica […]”.
Gotico, realismo magico, letteratura esoterica: un mix di ispirazioni
Atmosfere cupe ma attraenti, zone d’ombra ricche di luminoso significato. Il mistero, il soprannaturale, le paure collettive, creano una strada di identificazione nascosta…per pochi.
”Nel genere gotico ci sono tra i più grandi capolavori della letteratura, quindi Frankenstein, Dracula, sono cose bellissime che spesso appartengono un po’ al mondo del fine 700/800, dove quando uno scrittore scriveva, scriveva veramente ad un livello qualitativo altissimo. […] Sono in quella direzione ed il motivo è […] che l’ho ritenuto, erroneamente, un genere più abbordabile rispetto al thriller o al romanzo di formazione”.
La letteratura nell’era social: può davvero funzionare?
“Ci stanno provando da venti anni. In tutti i modi possibili e immaginabili e in tutte le salse possibili. Sono partiti dalla vendita online, sono arrivati al libro in versione digitale, per poi arrivare all’audio libro letto dall’attore famoso, al podcast […] ma rimane un fatto: e cioè che il libro, inteso come romanzo, come saggio è qualcosa che richiede tempo”.
Il motivo però, come affermato da Amoruso, non avrebbe nulla a che vedere con l’esistenza dei social. I social esistono ovunque, eppure, in Francia ad esempio, o in Inghilterra e in Spagna, la percentuale delle persone che legge è di gran lunga maggiore rispetto all’Italia. “Se in Italia facessimo una separazione tra Nord e Sud - continua Amoruso - a Nord leggono il doppio che al Sud. E se facciamo una separazione tra uomini e donne, le donne leggono più del doppio degli uomini”.