“Il silenzio di chi muore di fame grida nella coscienza del mondo, ma viene ignorato”. Con queste parole Leone XIV ha esordito nel suo primo intervento alla Fao, in occasione della Giornata mondiale dell’alimentazione. Il Pontefice, parlando in spagnolo e in inglese, ha denunciato con forza l’uso del cibo come strumento di guerra e il disprezzo crescente per il diritto alla vita. “La fame non è destino dell’uomo, ma la sua rovina”, ha detto, ricordando che intere popolazioni sono oggi affamate per volontà politica.
Davanti al presidente Mattarella e alla premier Meloni, il Papa ha evidenziato come 673 milioni di persone vadano a letto senza cibo e oltre due miliardi non possano permettersi un’alimentazione adeguata. Ha definito questa realtà “una colpa storica e morale”, segno di un modello economico “senza anima”. Ha poi invitato tutti – governi, imprese, Ong e cittadini – a “non distogliere lo sguardo”, perché “chi soffre la fame non è uno sconosciuto, ma mio fratello”. Leone XIV ha chiuso con un monito: “Gli slogan non liberano dalla miseria, solo la solidarietà può farlo. Non possiamo continuare a sprecare cibo mentre milioni di persone rovistano tra i rifiuti”.