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Nel Lazio 15 esemplari di lupo rischiano di essere abbattuti: ecco cosa sta succedendo - VIDEO

Nel Lazio 15 esemplari di lupo rischiano di essere abbattuti: ecco cosa sta succedendo - VIDEO

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Nel Lazio 15 esemplari di lupo rischiano di essere abbattuti: ecco cosa sta succedendo

Ospite in collegamento: Marco Antonelli, zoologo e responsabile "Grandi carnivori del WWF"

Tristemente protagonisti di tanti racconti di paura e quasi sempre descritti come pericolosi, i lupi tornano al centro delle cronache. Sì, perché ben 15 esemplari nella nostra Regione rischiano di essere abbattuti. Perché? Che cosa sta succedendo?

Parliamo di un tema che ciclicamente ritorna per motivi diversi: greggi e bestiame a rischio predazione (con gli allevatori che chiedono provvedimenti per tutelare le aziende), pericolo per la comunità e per l'ecosistema. Dall'altra parte ci sono poi le iniziative legislative che tendono a tutelare una specie protetta ma allentandone a poco a poco i vincoli.

Flavio Tosi, eurodeputato di Forza Italia ha annunciato: "Ministero dell’Ambiente e Ispra hanno indicato le prime soglie di abbattimento dei lupi. Si va verso il decreto governativo per adeguarsi alla nuova direttiva Habitat. È un passaggio senza precedenti, finalmente gli abbattimenti saranno consentiti". Inutile dire che le dichiarazioni hanno scatenato un putiferio da parte delle associazioni animaliste: "Il lupo italico va salvaguardato, è una sottospecie unica al mondo, simbolo di biodiversità".

I numeri nel Lazio

Ma andiamo più nello specifico per quanto riguarda la nostra Regione: sono 160 i lupi che possono essere abbattuti in tutta Italia e circa il 10% proviene dal Lazio, dunque 15 esemplari. Ma questo, dunque, apre la cosiddetta "caccia al lupo"? E soprattutto, con gli abbattimenti si risolve tutto?

Moltissimi studi condotti sia in Nord America che in Europa dimostrano che gli abbattimenti non mitigano il numero di predazioni sul bestiame domestico sul medio e lungo termine - ha spiegato Marco Antonelli -. Il conflitto con la zootecnia si risolve investendo sulla prevenzione e quindi puntando su cani da guardiania e sulle recinzioni elettrificate, però è importante sottolineare che non siamo comunque arrivati all’apertura di una caccia al lupo. Il decreto, semplicemente, introduce una maggiore flessibilità nella gestione di questa specie”.