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Lars von Trier: cinema, provocazione, estremi e confini (VIDEO)

Lars von Trier: cinema, provocazione, estremi e confini (VIDEO)

Lars von Trier

Il personaggio del giorno: Lars von Trier

Nato a Kongens Lyngby, Danimarca, il 30 aprile del 1956, Lars von Trier, è un regista e sceneggiatore di fama mondiale, celebre anche per aver lanciato assieme a Thomas Vintemberg, il movimento cinematografico Dogma 95, alla base del quale vigeva un decalogo di norme sulla creazione di film tradizionali, privi di effetti speciali o tecnologie avanzate.

La madre Inger Host e il padre Ulf Trier, crebbero il piccolo Lars seguendo un forte principio (considerato da loro un diritto) di autodeterminazione. Ciò fece sì che la disciplina e una propensione alla leadership divennero i suoi tratti caratteriali distintivi. Anche nelle scelte scolastiche, emerse un importante autoritarismo: frequentò un istituto i cui metodi lo portarono ad abbandonare gli studi all’età di quindici anni e a concluderli a distanza tre anni più tardi.

Una scoperta disorientante

La madre, in punto di morte, gli rivelò che Ulf Trier, non era il padre biologico: sarebbe figlio di un certo Fritz Michael Hartmann, appartenente ad una famiglia danese di illustri compositori. Si diceva che la madre avrebbe voluto geni artistici per suo figlio. Il suo rapporto con Ulf, divenne sempre più freddo e malgrado Lars cercasse attivamente di recuperarlo, risucì solo ed esclusivamente ad inviargli comunicazioni tramite avvocato.

E’ bene chiarire che il suo vero nome è Lars Trier, il “von” è stata un’aggiunta successiva, per lui di particolare valore in quanto legato al nonno Sven, o meglio, ad un errore di confusione nel nome del nonno.

Dalla televisione al successo internazionale

Prima di raggiungere il successo a livelli internazionali, Lars si divise fra lavori per la televisione e lavori per il grande schermo. Spot pubblicitari, film, miniserie e spettacoli a episodi. All’età di soli tredici anni ebbe l’opportunità di interpretare un ruolo in una serie televisiva. Lo zio Borge lavorava nel cinema con una carriera importante come regista e sceneggiatore e per lui, fu di grande esempio.

Tra i suoi capolavori più noti, Antichrist, La casa di Jack, Manderlay e Nymphomaniac. Fu nel 2009 in cui iniziò una fase di sperimentazione dello scabroso, del delirio. E’ un regista rivoluzionario, e solo apparentemente estremista. La sperimentazione è da sempre il suo marchio di fabbrica.

Il progetto artistico Dogma 95 sopracitato, prevedeva la realizzazione di pellicole minimali: utilizzare la tecnica della telecamera a spalla, e pochissima musica di sottofondo, erano tra gli aspetti più noti.

Curiosità e fobie

Lars è noto anche per alcune fobie che sembrano torturarlo: viaggia solo ed esclusivamente in auto o in treni di una specifica compagnia. Di spostarsi in aereo, non ne vuole proprio sentir parlare, al massimo può attraversare l’Europa in Camper, come spesso ha fatto per recarsi al Festival di Cannes. Durante le riprese de Le onde del destino, che si sono svolte sull’oceano, ha seguito le riprese a distanza, sulla terraferma.

E’ sempre convinto di avere qualche malattia grave; consapevolmente ipocondriaco ha affermato: “Io - di fobie - ne ho da vendere”. Ha sofferto per molti anni di alcolismo, depressione e tossicodipendenza. Nel 2022, l’ufficio stampa della sua casa di distribuzione cinematografica ha confermato che soffre della malattia di Parkinson.

Si dice sia cresciuto in una famiglia di nudisti e la cosa ha avuto un certo impatto, da adulto. Un giorno, sul set di Idioti, si presentò senza vestiti e comunicò agli attori che anche loro, per lavorare con lui, si sarebbero dovuti spogliare!