Allarme al Laghetto dell’EUR: nelle ultime giornate l’acqua appare torbida, quasi stagnante, per una drastica riduzione della portata delle condutture che dovrebbero garantirne il ricircolo. Segnalazioni di associazioni e del garante degli animali hanno acceso i riflettori sullo stato del bacino, dove la trasparenza è crollata e i cattivi odori si fanno sentire. Il quadro indica un sistema idrico sotto stress, con criticità visibili lungo rive e passerelle.
Al Laghetto dell'Eur incidono anche le alte temperature
La parte più critica è sotto il pelo dell’acqua: complici le elevate temperature estive e la carenza di ossigeno, centinaia di carpe e altri pesci si affollano esausti sotto le passerelle in cerca d’ombra. Gli anni di accumulo dei sedimenti sul fondo hanno aggravato il problema, favorendo torbidità e putrescenza. Senza un adeguato ricambio idrico, il microhabitat perde resilienza e la fauna stanziale rischia nuovi episodi di sofferenza.
Da parte sua, Eur S.p.A. ha rassicurato sull’assenza di rischi immediati di ecatombe e ha annunciato interventi: attivazione di microorganismi biologici per digerire i fanghi, e incremento degli apporti di acqua pulita dalla Cecchignola per contenere la proliferazione di alghe. Azioni rapide e monitoraggi costanti potranno migliorare qualità e ossigenazione, ma servirà anche una pianificazione strutturale su dragaggi leggeri e regimi di flusso più stabili.
Intanto, tra i cittadini che passeggiano c’è chi è preoccupato, chi pratica sport e non farebbe mai il bagno e chi la prende con ironia. Il caso riaccende il dibattito su cura dei parchi d’acqua di Roma e tutela della biodiversità urbana.