"Adolescence", la violenza ai tempi dei social
Ospite in collegamento: Cinzia Giorgio, direttrice di "Pink Magazine Italia"Nella nuova miniserie Netflix, Adolescence, ambientata al giorno d’oggi nel Regno Unito, entriamo in questa triste ed angosciante realtà. Il protagonista è Jamie, un tredicenne che, come la maggior parte dei tredicenni, di anni ne dimostra otto o nove. È un bambino ed è anche un bel bambino: lineamenti delicati, pelle chiara, occhi e capelli scuri. “Diventerà un bel ragazzo”, viene da pensare, guardandolo. Invece Jamie a scuola viene bullizzato perché brutto.
Adolescence ha inizio con l’arresto di Jamie. È accusato di aver ucciso una sua compagna di classe, Katie Leonard. È veramente questo ragazzino mingherlino a essere l’assassino?
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Le madri (letterarie) del genere gotico
Chi sono state le prime e più amate scrittrici del genere gotico? Da Mary Shelley a Daphne du Maurier: ecco la nostra carrellata. Autrici che hanno creato un universo inquietante con le loro storie di mistero, terrore e passioni oscure.
Il genere è entrato in voga verso la fine del Settecento, con la pubblicazione del romanzo Il castello di Otranto dello scrittore inglese Horace Walpole. Possiamo affermare che sia stato il precursore del genere gotico, a cui seguirono diverse opere, ancora oggi celebri in tutto il mondo. Da Ann Radcliffe, a Edgar Allan Poe, a Mary Shelley. Autori e autrici che si addentrarono in un mondo insolito rispetto ai canoni letterari dell’epoca, aprendo le porte all’horror, alla fantascienza e al gotico, mescolato al realismo e al romanticismo.
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Giornaliste anticonformiste, ribelli e tatuate
Dalle pioniere del giornalismo d’inchiesta alle conduttrici televisive fieramente tatuate: una breve carrellata di volti e penne che hanno rivoluzionato il mondo dell’informazione.
Giornaliste coraggiose e ribelli. In un’epoca in cui nelle redazioni di giornale non esisteva neppure il bagno per le donne, Camilla Cederna scriveva per le grandi testate. Nessuno avrebbe immaginato che la signorina della Milano bene sarebbe stata in prima linea nei casi di cronaca nell’Italia del secondo dopoguerra. Donna Coraggio, così la chiamavano i colleghi. La sua penna era affilatissima e il suo acume proverbiale.
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